TSO obbligatorio per chi rifiuta la quarantena, la proposta del Ministro Speranza

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sta valutando l’ipotesi di imporre il TSO alle persone infette che rifiutano di svolgere l’isolamento.

TSO obbligatorio per chi rifiuta la quarantena, la proposta del Ministro Speranza

Ricorrere al TSO obbligatorio per tutte le persone che rifiutano di sottoporsi all’isolamento domiciliare in caso di positività al virus. È questa la soluzione che il ministro della Salute, Roberto Speranza, sta valutando per limitare quanto più possibile la nascita di nuovi focolai in Italia, che rischiano di dover far introdurre nuovamente delle ferree misure di contenimento.

La soluzione del ministro Speranza era già stata ipotizzata da diversi esponenti politici, primo fra tutti il governatore del Veneto, Luca Zaia che ha deciso di inasprire le misure di prevenzione a seguito del focolaio scoppiato nella sua regione a causa di un imprenditore tornato dalla Serbia, che manifestava dei sintomi simil-influenzali e che si era rifiutato di seguire l’isolamento domiciliare.

TSO obbligatorio per chi rifiuta isolamento

Il ministro della Salute ha annunciato tolleranza zero nei confronti dei trasgressori. Al suo appello si è aggiunto anche Nicola Zingaretti che ha apostrofato i trasgressori affermando che sono degli “spavaldi e irresponsabili che mettono a rischio la sicurezza di tutti”.

“Su questo è giusto essere durissimi. Sto valutando con il mio ufficio legislativo l’ipotesi di trattamenti sanitari obbligatori nei casi in cui una persona debba curarsi e non lo fa. Ma attenzione, il mio giudizio su come si sono comportati gli italiani in questa crisi è positivo. Senza questa sintonia di fondo tra le misure adottate e i comportamenti individuali noi non avremmo piegato la curva”

Lo ha affermato il ministro Speranza nel corso di un’intervista per Repubblica, aggiungendo che dalla riapertura del Paese si è assistito a un progressivo abbassamento della guardia da parte degli italiani, facendo aumentare la possibilità di una seconda tanto temuta ondata.

Le pene per chi non rispetta le normative

Attualmente continua il ministro Speranza, il virus anche se sembra essersi indebolito, secondo alcuni esperti, continua a circolare, e in attesa di un vaccino è necessario continuare a praticare tutte quelle misure che fino ad adesso si sono rilevate estremamente efficaci per contenere la diffusione del virus:

“L’unico strumento che funziona e ha funzionato, che finché il virus sarà attivo non solo in Italia, ma con numeri sempre maggiori e preoccupanti nel mondo, dovremo rispettare le tre regole rimaste, ossia mascherina, distanziamento fisico di almeno un metro senza assembramenti e rispetto delle regole igieniche a partire dal lavaggio delle mani”.

Tuttavia Zaia si interroga se le pene per chi viola le disposizioni governative siano sufficienti e funzionino effettivamente da deterrente o se invece siano troppo blande, “oggi se una persona è positiva e non resta in isolamento ha una sanzione penale da 3 a 18 mesi di carcere. E c’è una multa fino a 5mila euro ”.

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