Svizzera: il ruggito del topo. La BNS: un market mover

Nadia Fusar Poli

30 Settembre 2011 - 17:19

Svizzera: il ruggito del topo. La BNS: un market mover

SVIZZERA, BNS - Potrebbe sembrare l’inizio di un brutto scherzo, ma il Paese dei produttori di orologi di lusso, del formaggio coi buchi e dei conti bancari segreti ha qualcosa in comune con la seconda più grande economia del mondo- le riserve in valuta estera delle rispettvive banche centrali rappresentano una forza di mercato con cui fare i conti.
La piccola Svizzera non avrà i 3.200 miliardi dollari in riserve che attualmente dono accontonate nella Banca popolare cinese.
Non facciamoci prendere troppo la mano. Tuttavia la decisione della Banca nazionale svizzera all’inizio di questo mese di limitare il valore del franco svizzero con un ancoraggio all’euro, è suscettibile di provocare un’esplosione delle sue riserve, anche se è ancora troppo presto per parlari di dati certi.
E date le poco rosee prospettive per la moneta unica europea, è piuttosto probabile che la BNS cercherà di scambiare alcuni dei suoi euro recentemente acquisiti con altre valute.
Così, mentre non ha certo il peso della PBOC, i traders di valuta sono sempre attenti e pronti a prendere nota quando parla la BNS, come si è visto Giovedì, quando la sterlina è salito in seguito alle dichiarazioni di un funzionario della BNS.
Brigitte Bieg, Senior Portfolio Manager, aveva semplicemente suggerito che entro un anno la banca centrale svizzera potrebbe avere più assets in sterline di quanto non disponga attualmente. Questo è bastato perchè la sterlina partisse a razzo, spingendo la sterlina sopra il dollaro dello 0,5%- un grosso movimento sui mercati valutari.
Non sarà la Banca popolare cinese, ma non sottovalutiamo la capacità della BNS di spostare i mercati in questi giorni.