Traduciamo dal The Economist l’editoriale per i Quaderni di Carlomagno; uno sguardo critico all’attività della politica europea ed un ottimo spunto per interrogarsi sull’attuale situazione finanziaria del vecchio continente.
Chi placherà gli affanni dell’Euro?
Angela Merkel non si dirà mai d’accordo con con la spartizione delle responsabilità sui debiti sovrani finché in Europa non ci sarà maggiore unione politica. Francois Hollande sostiene che la Francia non potrà accettare ulteriori perdite senza la garanzia di una maggiore solidarietà.
Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo, cerca di colmare le divergenze: ci sarà bisogno di una partecipazione congiunta alle responsabilità ed è necessario un controllo a livello Europeo sulle singole politiche nazionali.
Il raffinato promemoria per Bruxelles
Il presidente del consiglio Europeo ha diffuso un rapporto in cui sono espressi i punti chiave che saranno discussi al summit di Bruxelles; una outline che rappresenta un «raffinato» atto diplomatico nel momento in cui l’Europa rischia di spaccarsi in due a causa delle divergenze politiche dei leader.
Bisognerà cominciare a disporre i mattoni per una maggiore integrazione dell’area euro. Riassumendo i punti:
- un sistema europeo che garantisca i depositi bancari e che gestisca le banche ad alto rischio,
- l’integrazione fiscale che permetterà maggiore controllo sulle spese nazionali rappresentando un significativo passo in avanti verso la condivisione del debito,
- più integrazione nella politica economica per incentivare di più la competitività
- maggiore affidabilità politica a livello europeo.
Ora, il modo in cui questi mattoni vadano disposti, quando verrà fatto e in che ordine, rimane leggermente vago. Il promemoria è pieno di parole, come «appropriato» o «commisurato», che vengono continuamente ripetute e mai, neppure lontanamente, definite.
Visto che a Bruxelles in molti fanno appello per l’unione bancaria, è stata proposta la creazione di un fondo, con l’aiuto delle banche, che contribuisca a garantire i depositi e sostenga le banche a rischio. Per essere credibile, tale fondo avrà bisogno del sostegno del fondo permanente ESM, che sarà attivato a breve.
Sull’unione fiscale, il rapporto si spinge oltre il sistema di controllo dei bilanci nazionali. Bisognerà imporre dei limiti e i governi dovranno fare appello a Bruxelles, come punto di riferimento sui bilanci nazionali.
Il report firmato Van Rompuy non ha la pretesa di essere un vero e proprio piano d’azione ma, piuttosto, è da intendersi come una proposta per discutere l’eventualità di un federalismo fiscale.
Discutere è un potente mezzo per comprendere ed essere compresi, mentre tra i leader dell’eurozona non c’è alcun segno di disponibilità al confronto.
Ironicamente, i funzionari dell’eurozona dicono che sia già un gran traguardo riuscire a convincere la Merkel a confrontarsi e discutere, figuriamo convincerla.
A quando la manovra salva Europa? Previsioni sul post-Bruxelles
Van Rompuy parla inoltre di un dettagliato piano per l’integrazione che sarà presentato a dicembre. Ma, fino ad all’ora cosa faranno i mercati? Soltanto nell’ultima settimana Cipro ha fatto formale richiesta di aiuti e la Spagna ha confermato di aver bisogno di altri 100 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche. Allora, mentre i leader si convinceranno lentamente sull’utilità del confronto politico ed istituzionale, che succederà ai mercati, dunque all’economia, dunque a tutti noi?
La previsione più verosimile è che il summit sarà una vera delusione (come ha detto George Soros) e che darà inizio ad un altra ondata di panico nei mercati.
E’ possibile che Van Rompuy sarà chiamato a scrivere un piano d’azione molto prima del prossimo dicembre.
Traduzione per Forexinfo.it a cura di Federica Agostini - Fonte: The Economist