L’economia degli Stati Uniti è in recessione; il prodotto interno lordo del secondo trimestre è cresciuto del 1.5%, a ribasso rispetto al precedente 1.9% relativo al primo trimestre del 2012.
Lugubre com’è, la crescita del secondo trimestre, è stata addirittura migliore di quanto atteso (infatti, la stima di Bloomberg era del 1.4%).
Nonostante sia un dato non buono, è almeno meglio di quanto ci si attendeva. Strano a dirsi, ma questa può essere considerata come una buona notizia. Infatti i mercati hanno reagito positamente al dato.
La cattiva notizia?
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Dal 2009, per gli Stati Uniti è il momento di ripresa più lento.
Dal dipartimento del commercio riportano che, a partire dai primi 12 mesi di recupero (dal giugno 2009) l’economia è cresciuta del 2.5%, anzi che del 3.3% come atteso.
Questo cozza contro la storia dei cicli economici che, generalmente, ad un grande momento verso il basso fanno corrispondere, poi, un grande rimbalzo.
Tali rimbalzi, vengono fuori improvvisi e intensi, soprattutto dopo l’iniezione di stimoli fiscali e monetari nel sistema.
Sembra che la ripresa economica stia svandendo (è mai davvero esistita?), come nelle foto di famiglia del film Ritorno al Futuro.
Le domande sono: qual è la differnza tra crescita lenta e nessuna crescita? E tra una ripresa debole ed una recessione blanda? Per i 120 mila disoccupati negli Stati Uniti, probabilmente, la differenza è poca.
Riguardo agli ultimi numeri alcuni economisti scrollano le spalle: "l’aspetto notevole del rapporto -spiega Steve Blitz, capo economista presso ITG Investment Research- è la mediocrità dei dati rilevati.
Quando la mediocrità è degna di nota, non si può dire che le cose stiano andando bene.
Traduzione per Forexinfo.it a cura di Federica Agostini - Fonte: Business Week