Ormai da mesi la parola «crisi» è associata all’Europa e ai suoi guai, così in molti dimenticano che la situazione attuale è nata e si è sviluppata negli USA, delle cui difficoltà si parla ormai davvero troppo poco.
Secondo un recente rapporto diffuso da Invictus Consulting Group ben 758 banche americane potrebbero dichiarare default nei prossimi 3 anni: si tratta di istituti locali con assets totali per circa 440 miliardi di dollari che rischiano di poter scegliere a breve giro di posta solo tra chapter 11 o inglobamento in istituti più grandi.
Così, dopo il controverso caso del fallimento del Minnesota, nuove nubi si addensano sul cielo degli Stati Uniti nell’anno delle elezioni presidenziali.
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