STANDARD & POOR’S - L’agenzia di rating Standard and Poor’s ha declassato alcune grandi banche statunitensi, tra cui Bank of America e Goldman Sachs, a causa di un cambiamento nei suoi criteri di valutazione, intervenuto sulla scia della crisi finanziaria. Potrebbero seguire nuovi donwgrade.
«Inizieremo a pubblicare l’impatto dei nuovi parametri di valutazione da fine novembre fino a metà dicembre», ha detto Jayan Dhru, uno dei leader di S&P durante una presentazione alla stampa.
La crisi della zona euro è una dura lezione e S&P non sembra poterlo ignorare. Per questo ha cambiato metodologia, dando maggiore importanza al contesto macroeconomico, oggi il punto di partenza per l’assegnazione della valutazione delle banche, e ha affinato la sua analisi del capitale e del rischio. S&P, oggi più che mai, si focalizza sul modo in cui i profitti generati sono (oppure no) utilizzati per costruire capitale o se sono completamente ridistribuiti.
L’agenzia ha avvertito che il 60% dei punteggi attualmente assegnati rimarrà invariato, il 90% dei rating sarà immutato o modificato di un notch, nel senso di una bocciatura o di una promozione. Solo il 5-6% delle banche monitorate da S&P subirà un aumento o un taglio di più di un notch. I responsabili di tali valutazioni non hanno fornito dettagli sui paesi in cui le banche rischiano di essere più colpite da queste variazioni di rating.
A causa di tali variazioni nei criteri di valutazione adottati, Standard & Poor’s ha abbassato il rating di 37 banche internazionali, tra cui i maggiori istituti degli Stati Uniti.
Il rating di Bank of America, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Citigroup è stato ridotto da A a A- mentre quello di JpMorgan, Wells Fargo e Bank of New York Mellon è stato abbassato da Aa- a A+. Rivisto al ribasso anche il rating di Bank of China, portato da A a A- , quello di varie banche britanniche, tra cui Barclays (da A+ ad A), Hsbc, Lloyds e Royal Bank of Scotland e il rating dello spagnolo Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (da A+ ad AA-)
Resta invariata la valutazione di Industrial and Commercial Bank of China, così come quella delle principali banche europee. Downgrade di una tacca invece per Banca Nazionale del Lavoro, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, che passano da A+ ad A.
Le azioni delle banche americane sono scese moderatamente a seguito dell’ annuncio, facendo registrare una perdita compresa tra lo 0,3 e l’1%, in chiusura di seduta.