STANDARD & POOR’S, SPAGNA - Una settimana dopo Fitch, Standard and Poor’s ha abbassato di una tacca il rating sovrano della Spagna, portandolo ad a «AA-», citando «le incerte prospettive di crescita» del paese e il probabile ulteriore deterioramento del sistema finanziario spagnolo.
L’agenzia ha precisato che l’outlook rimane «negativo», in quanto il Paese deve far fronte a «rischi crescenti» a causa della disoccupazione, di un contesto finanziario difficile e del rischio di un rallentamento economico, tra i principali partners della Spagna.
La decisione è giunta poche ore dopo che la Slovacchia aveva rimosso uno dei principali ostacoli per l’Europa, impegnata a rafforzare le sue difese contro la crisi del debito. Il Parlamento slovacco ha infatti approvato il rafforzamento del Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF), permettendone l’entrata in vigore.
S&P ha motivato la sua decisione citando le «incerte prospettive di crescita in Spagna, alla luce della necessità per il settore privato di dover accedere a finanziamenti esterni», in un momento in cui il paese prende in prestito a tassi elevati a causa di un indebolimento della fiducia dei finanziatori. L’agenzia ritiene che il sistema finanziario del Paese, anche a causa della crisi del debito della zona euro, possa peggiorare , mentre «l’incompleta riforma del mercato del lavoro continuerà a ostacolare la ripresa economica».
S&P ha basato la sua analisi su previsioni di crescita dello 0,8% in termini reali nel 2011 e dell’ 1% nel 2012, meno di quanto si aspettasse otto mesi fa (1,5%). L’agenzia ha sollevato la possibilità che l’economia cada in recessione l’anno prossimo, soprattutto a causa della bassa domanda interna ed estera, con un PIL in calo dello 0,5%. In questo caso, ha precisato S&P, la valutazione della Spagna potrebbe essere ulteriormente rivista al ribasso.
Sarà il turno di Moody’s a fine ottobre?
Se la Spagna supera le previsioni di crescita di S&P, la prospettiva del paese salirebbe a «stabile». «Tuttavia, crediamo che il governo potrebbe fallire il suo obiettivo di bilancio a causa dell’eccedenza di spesa a livello dei governi locali e regionali e della sicurezza sociale, nonostante una riduzione del disavanzo di bilancio dello Stato maggiore del previsto», ha detto S&P.
L’agenzia si aspetta un deficit di bilancio del governo centrale del 6,2% del PIL nel 2011, sostanzialmente in linea con le previsioni del governo spagnolo (6%). «Tuttavia, crediamo che sono necessarie ulteriori misure per raggiungere l’obiettivo del 4,4% del PIL nel 2012», ha detto, contando sul 5,0% del PIL. Una settimana prima, Fitch aveva abbassato il rating della Spagna di due tacche, ora fissato a «AA-» contro «AA +», con outlook negativo, il che significa che l’agenzia potrebbe procedere ad un ulteriore downgrade nel medio termine.
Moody’s dovrebbe pronunciarsi entro la fine di ottobre su un possibile declassamento della Spagna, attualmente a «Aa2». La crescita in Spagna, drogata per anni dalla bolla immobiliare, è caduta bruscamente quando questa è scoppiata, alla fine del 2008, proprio quando esplose la crisi finanziaria internazionale, dopo il collasso di Lehman Brothers. Il Paese è poi precipitato in 18 mesi di recessione, emergendone nei primi mesi del 2010, con una crescita piuttosto atona.