Spesometro 2014: le novità per le imprese agricole e gli operatori finanziari

Sotto la lente del Fisco cadono le aziende agricole e i loro clienti. Dal prossimo 30 Aprile, partono i controlli anche sugli operatori finanziari

Dal 22 Aprile scorso è scattata la fatidica data per l’operatività dello spesometro: l’agoniato strumento finanziario che permetterà all’Agenzia delle Entrate di misurare la capacità contributiva dei cittadini privati, attraverso l’inserimento in una banca dati, estremamente dettagliata, di tutte le spese degne di note effettuate. La soglia per classificare un acquisto è quella dei 3600 euro, si tratta della cifra che permette di determinare quali sono i beni di lusso acquistati da un contribuente e di verificare, conseguentemente, la congruità delle spese sostenute con le entrate dichiarate, con lo scopo ultimo di smascherare probabili evasori fiscali.

Dal 22 Aprile scorso sono stati i commercianti al dettaglio, che liquidano l’IVA ogni tre mesi, ad avere l’obbligo di segnalare al Fisco i clienti (e il relativo codice fiscale) che aveva fatto acquisti per importi superiori ai 3.600 euro. Le novità recentemente entrate in vigore comunque non finiscono qui, infatti la mannaia dell’Agenzia delle Entrate si è abbattuta anche su altre due categorie: le imprese agricole e gli operatori finanziari.

Per quanto riguarda il settore agricolo, le aziende con un volume di affari (relativo al periodo di imposta 2012) che non supera i 7000 euro, e che quindi sono in regime di esonero dall’IVA, dovranno comunicare all’Agenzia delle entrate sia i clienti che a cui è stata emessa una fattura superiore ai 3600 euro, sia i fornitori ai quali si è pagato un bene o un servizio superiore alla stessa cifra. Le aziende agricole subiranno quindi un doppio controllo, sia come venditrici che come acquirenti: nel primo caso si tratta in particolare delle spese sostenute da privati per ristoranti o agriturismi, nel secondo caso è l’imprenditore agricolo che deve sostenere spese coerenti con il reddito precedentemente dichiarato. Più nello specifico, l’agricoltore dovrà essere in grado di giustificare gli acquisti dei terreni, spiegando la provenienza del denaro necessario, dal momento che il terreno può essere considerato sia un bene strumentale all’attività agrituristica stessa che un investimento. Discorso lievemente differente, invece, per le abitazioni che, nel solo caso del settore agricolo e se situate su fondo agricolo e utilizzate come abitazioni private, non dovrebbero essere considerate come fonti di reddito a carico dell’imprenditore.

Per quanto riguarda invece le banche e gli operatori finanziari (quindi broker, trader, agenti e intermediari) la data da tenere a mente è quella del 30 Aprile prossimo. Alla fine di questo mese, infatti, questa categoria di soggetti sarà tenuta a comunicare al Fisco i dati dei clienti o dei correntisti che hanno sostenuto spese superiori ai 3600 euro (e soggette, quindi, all’imposizione dell’IVA) effettuate nel corso dell’anno precedente (2013) con l’utilizzo di carta di credito o bancomat. Nella fattispecie si tratta di dati sia anagrafici che fiscali: il nominativo chi ha sostenuto l’acquisto, l’ammontare dell’importo della transazione e la data della stessa e, infine, il codice fiscale dell’intermediario (sia esso banca o altro tipo di istituto) attraverso il quale è avvenuto il pagamento elettronico. Un caso differente è, invece, quello delle società di leasing e di noleggio che vengono esonerate da questo tipo di controlli, in virtù di una specifica dichiarazione polivalente che sono state chiamate a compilare entro il termine ultimo del 10 aprile 2014.

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