La Spagna resiste alle politiche per il bail-out. Si gioca sulla difensiva, con modalità ormai già note; le stesse attuate in Irlanda, in Portogallo e in Grecia.
Il Primo Ministro spagnolo Mariano Rajoy ha fatto apertamente appello all’Europa, bisogna «supportare i Paesi in difficoltà».
Voci non ufficiali parlano di una Germania che spinge sulla Spagna affinché accetti gli incentivi economici per salvare almeno le banche. Tuttavia, l’ufficio stampa del Cancelliere Angela Merkel non ha esattamente smentito il dato e, parlando della Spagna ha aggiunto: «tutti sanno che l’Europa è pronta a fornire gli aiuti necessari, ma la decisione spetta solo al governo spagnolo».
I «buchi neri» delle banche.
In Europa, c’è chi si augura che la Spagna si dica pronta a ricevere gli aiuti economici dal Fondo salva-stati per mettere in salvo le proprie banche.
L’ammontare di questo «buco nero» potrebbe essere di circa 180 miliardi di euro, anche se i conti governativi stimano una cifra ben inferiore, di circa 60 miliardi.
La Spagna è ormai al bivio: combatte contro il deficit di bilancio mentre è in piena recessione ed è costretta a fronteggiare un tasso di disoccupazione del 24%.
Madrid vorrebbe che le sue banche potessero attingere direttamente dal fondo salva-stati e, per questo, esercita forti pressioni sulle autorità comunitarie.
Un coro di voci: sì all’unione bancaria
Anche la Spagna si è aggiunta al coro di voci che inneggiano all’unione bancaria, l’idea del momento che sembra essere uno dei migliori modi possibili per salvare l’euro. Questa unione implicherebbe un monitoraggio del sistema bancario a livello europeo e maggiori garanzie sui depositi. Tuttavia, il vantaggio maggiore è rappresentato dal fatto che l’unione impedirebbe la fuga degli investitori o le corse agli sportelli di banche straniere.
La poposta sarà discussa oggi dalla Commissione Europea, l’intento è quello di spezzare il legame tra banche in crisi e governi. (L’irlanda ha trasferito il debito delle sue banche ai libri pubblici spingendo così il Paese verso la banca rotta).
Francia, Italia e Spagna sono pronte all’unione bancaria; una responsabilità comune per fronteggiare e, insieme, sconfiggere la crisi.
La Germania rimane prudente. Angela Merkel ha accettato l’idea di una supervisione transnazionale delle banche, mentre non si è detta d’accordo con l’idea di creare un nuovo fondo che impedisca alle banche di fallire.
Cosa ci si attende dall’incontro di oggi?
Dicendosi totalmente tagliata fuori dai mercati del credito, la Spagna tenta di fare pressione sulla BCE - che si riunirà più tardi, in giornata - e, come già detto, l’intenzione è quella di permettere alle banche iberiche di attingere direttamente dai fondi comunitari.
Può esserci una via di mezzo. Da un quotidiano tedesco si apprende che funzionari europei stanno elaborando un’offerta di credito precauzionale che consentirebbe alla Spagna di rilanciare i suoi fondi. Questo permetterebbe alla Spagna di guadagnare tempo, mentre ancora dichiara di non aver richiesto alcun piano per il salvataggio.
Abstract tradotto e redatto da Federica Agostini per Forexinfo.it - Fonte: BBC news