Il ministro dell’Economia spagnolo Luis de Guindos si aspetta che gli investitori stranieri e i fondi immobiliari aiutino i beni di proprietà scaricati dai bilanci delle banche e ha escluso l’utilizzo di fondi pubblici per sostenere l’industria nazionale.
«Un terzo partner sta per entrare in questa società di gestione patrimoniale, se la valutazione è quella giusta», ha dichiarato Guindos in un’intervista rilasciata a Madrid ieri in tarda serata. Il governo «definirà le regole generali per farlo, ma senza alcun tipo di sovvenzione. Non contribuiremo con denaro".
Meno di tre mesi dopo aver serrato le regole per costringere i creditori a riconoscere più profonde perdite per il settore immobiliare, la Spagna sta cercando nuovi modi per convincere il mercato obbligazionario che le perdite delle banche non costituiranno un sovraccarico sulle finanze pubbliche. De Guindos ha parlato poche ore prima che l’agenzia di rating Standard & Poor tagliasse la valutazione del debito spagnolo e poco prima che alcuni dati mostrassero che il tasso di disoccupazione del paese è salito al 24,4%, il più alto degli ultimi diciotto anni.
Il rendimento delle obbligazioni spagnole a dieci anni è salito al 5,987% alle 9.05 di Madrid, spingendo lo spread con i titoli tedeschi equivalenti a 433 punti base.
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