Soundreef: cos’è e come funziona l’alternativa alla Siae

Fedez e Gigi D’Alessio hanno lasciato la Siae per passare a Soundreef. Ma cos’è precisamente? Ecco spiegato come funziona e quali sono i vantaggi.

Soundreef: cos’è e come funziona la piattaforma che gestisce i diritti d’autore, nuova concorrente della Siae? Perché conviene iscriversi?

“Mi affido a Soundreef per la raccolta dei miei diritti d’autore perché voglio sostenere chi è trasparente e fa della meritocrazia un valore fondante”: con queste parole il rapper e giudice di X Factor Fedez ha annunciato di lasciare la Siae (Società Italiana Autori ed Editori) per affidare a Soundreef la raccolta dei suoi diritti d’autore.

L’annuncio di Fedez, attualmente uno dei cantanti più richiesti, pagati (e polemizzati) del panorama italiano, è stato seguito a ruota da Gigi D’Alessio. Il cantante napoletano, infatti, ha recentemente fatto sapere che anche lui passerà a Soundreef dicendo addio alla Siae.

Ma cos’è precisamente Soundreef e in cosa è diversa dalla Siae? Come funziona e quanto costa affidare i propri diritti d’autore a questa nuova società di cui tutti parlano ma nessuno sa niente? La curiosità è tanta, e infatti l’annuncio del rapper milanese in cima alle hit con la sua “Vorrei ma non posto” ha suscitato l’interesse nel mondo della musica.

Artisti del calibro di Raffaella Carrà, Ligabue e Elio e le Storie Tese hanno promesso che si informeranno sul funzionamento di Soundreef e gli eventuali vantaggi della concorrenza, perché, se dovessero riscontrare benefici economici rispetto alla Siae, anche loro passeranno dall’altra parte.

Prima di capire perché Fedez, Gigi D’Alessio e altri artisti italiani meno noti hanno deciso di lasciare la Siae per scegliere Soundreef, facciamo il punto della situazione su cos’è la Siae e perché non sarebbe altrettanto “trasparente e fondata sulla meritocrazia” come la giovane startup amata dalle popstar.

Cos’è la Siae?

La Siae è l’ente pubblico che in Italia si occupa della raccolta e della tutela dei diritti d’autore, morali ed economici.
Si tratta dell’unica società pubblica a cui è affidata la gestione collettiva dei diritti musicali e letterari, per cui le viene riconosciuto un monopolio legale.

Se l’autore di una canzone, di un libro o un pezzo musicale vuole assicurarsi la paternità dell’opera ha diritto di iscriversi alla Siae, pagando una quota. Attraverso questa iscrizione la Siae garantisce alcuni diritti, come ad esempio la non riproducibilità, l’integrità e l’assoluta paternità dell’opera. Chi, ad esempio, vuole riprodurre la canzone durante una manifestazione o un evento dovrà pagare una tassa che sarà poi riscossa dall’artista.

Il pagamento da parte dell’artista non è obbligatorio, in quanto il diritto d’autore sussiste dalla creazione dell’opera, quindi per dimostrare la titolarità dei diritti si possono utilizzare altri mezzi, come ad esempio Copyzero.

Per fare un esempio pratico: un dj che stasera suona in un locale consegna alla Siae la lista dei brani che vengono passati e una somma per concedere il permesso, dopodiché vede a distribuire quei soldi tra i vari cantanti le cui canzoni sono state suonate nella serata. Nel caso di autori scomparsi, i diritti passano agli eredi fino a 70 anni dopo la morte dell’artista, e poi diventano di pubblico dominio.

Poniamo il caso di un autore che si iscrive alla Siae per organizzare una festa dove vengono eseguiti solo suoi brani: il locale pagherà il permesso e la cifra tornerà ovviamente all’artista sotto forma di diritti d’autore. La Siae, in questo caso, rende i soldi al netto delle spese sostenute per riscuoterli, ma l’autore ci va comunque a perdere.

Inoltre esiste una sorta “calderone” in cui vanno a finire tutti i soldi che provengono dai programmi musicali, dai live o dalle dichiarazioni mal compilate o mal interpretate e che vengono poi ridistribuiti in modo non equo dalla Siae ai cantanti.

Inoltre, una volta delegata la Siae alla tutela e gestione dei diritti d’autore, si perde la libertà di gestire autonomamente la destinazione delle proprie opere (non si possono, ad esempio, regalare i diritti nel caso di un evento benefico perché bisognerebbe comunque chiedere il permesso alla Siae).

Perché non conviene essere iscritti alla Siae?

Assodato che l’iscrizione alla Siae non è obbligatoria, perché allora non conviene essere iscritti ed è meglio scegliere un’alternativa come Soundreef?

Sicuramente diminuiscono gli obblighi e le incombenze per i locali e gli organizzatori di eventi, i quali potrebbero accettare, per esempio, di aumentare il cachet dell’artista proprio per via dei diritti d’autore. Così anche l’autore non iscritto alla Siae, che riscuote i suoi diritti autonomamente, va a risparmiare tempo e soldi che in caso contrario non andrebbe a guadagnare dovendo pagare le quote alla Siae.

Soundreef: cos’è e come funziona

Soundreef è una startup inglese fondata da “genitori” italiani nel 2011 con sede a Londra. La società ha ottenuto la legittimazione a far concorrenza al monopolio della Siae nell’industria musicale.

A differenza della Siae, l’iscrizione a Soundreef da parte di autori, editori ed etichette discografiche è gratuita e non esclusiva, e non bisogna affidarle i diritti anche delle opere che verranno composte in futuro. La maggior parte degli iscritti sono autori statunitensi, poiché le regole europe sul copyright sono molto più rigide.

Il guadagno di Soundreef deriva dalla musica che si ascolta nei negozi, nei supermercati e nei centri commerciali e gli accordi sono basati sul cosiddetto revenue sharing: il 50% delle rendite spetta all’iscritto e il 50% alla piattaforma.

Per i live l’artista ha diritto al 75% (contro il 70% in caso di iscrizione alla Siae) e Soundreef si tiene il 25% dei ricavi provenienti dai diritti d’autore.
Mentre la Siae versa i diritti dopo un anno e non è sempre “equa” nei confronti di artisti big e minori, Soundreef ha un sistema diverso: i diritti d’autore sono in base a quanto l’artista ha guadagnato con la sua attività; nel caso di un concerto spetta la percentuale in base a quante canzoni ha suonato e i pagamenti avvengono dopo 3 mesi, tramite PayPal.

Un altro dettaglio che i cantanti che hanno scelto di passare a Soundreef tengono a far presente è la trasparenza con cui la società gestisce i diritti d’autore.

Al momento dell’iscrizione l’artista crea un account da cui può gestire e controllare in maniera autonoma i suoi diritti. Da qui può vedere lo storico dei concerti, quante canzoni ha suonato e quanti diritti ha maturato.

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