Silvio Berlusconi, il ritorno: Sarò ancora il leader dei moderati

Daniele Sforza

22 Giugno 2012 - 14:01

Silvio Berlusconi, il ritorno: Sarò ancora il leader dei moderati

Meglio una poltrona a Palazzo Chigi o al Quirinale? Per la carica di Presidente della Repubblica, forse, è ancora troppo presto per Silvio Berlusconi. E allora, in un momento di disequilibrio e incertezza, meglio riproporsi alle elezioni, alla guida di un centro destra rinnovato e più ampio.

Il centrodestra tornerà al governo dopo la parentesi Monti

In un’intervista pubblicata in appendice al libro «L’onestà al potere» di Roberto Gelmini, incentrato sui nove anni di Gabriele Albertini all aguida di Milano, Silvio Berlusconi annuncia il suo ritorno: «Continuare a essere il leader dei moderati finché gli italiani lo vorranno. E lavorare ogni giorno con tutte le mie forze, come ho sempre fatto, affinché, terminata la fase comunque transitoria del governo Monti, un centrodestra in parte rinnovato e più ampio torni a guidare il Paese».
Sulle ultime elezioni di Milano, Berlusconi ha puntualizzato che la sconfitta non ha certo fatto bene al suo governo, «ma è stata soprattutto un sintomo di un clima politico generale che si andava deteriorando sempre di più e non solo in Italia. Ricordo che, alle elezioni di medio termine, tutti i governi europei in carica hanno subito gravi sconfitte».

Il progetto tramontato di una grande coalizione moderata

Nell’intervista si viene a sapere anche di un progetto partorito a suo tempo dalla mente di Albertini, ovvero l’unione delle componenti moderate di centrodestra e centrosinistra, con l’esclusione delle ali più estreme, come l’Italia dei Valori di Di Pietro e la Lega Nord di Bossi:
«La sinistra, quando vince, non scende a patti», ha dichiarato l’ex premier. «Quando nel 2006 prevalsero per 24.000 voti alle elezioni politiche proponemmo un governo di unità nazionale per gestire il Paese spaccato a metà. Non si peritarono neppure di rispondere». Obbligatorio anche un riferimento al recente passato: «Pur avendo la maggioranza sia alla Camera sia al Senato e senza essere mai stati sfiduciati dal Parlamento, non abbiamo esitato a farci da parte perché abbiamo ritenuto che questo sarebbe stato più conveniente per il Paese, al fine di consentire una larga convergenza di fronte all’emergenza. Questa è la differenza fra noi e loro. Infatti, la proposta di Albertini per Milano, che aveva una logica, non ebbe seguito».

Idea da bocciare per Italo Bocchino

Berlusconi torna in campo? Arrivano subito le reazioni degli esponenti politici, tra cui spicca quella del vicepresidente di Futuro e Libertà per l’Italia, Italo Bocchino: «Dichiarando di voler restare leader dei moderati, Berlusconi mette una pietra tombale sull’eventualità che possano riunificarsi le varie anime politiche e culturali alternative alla sinistra. Berlusconi non è più leader di quest’area e non è moderato, perciò la sua affermazione serve solo a tarpare le ali ad Alfano e a chi vuole cambiare per preparare la ridotta parlamentare con cui difendersi nella prossima legislatura».