Scandalo LIBOR: e se la maggior parte dei tassi nel mondo sono falsificati?

Silvia Lambiase

20 Settembre 2012 - 12:23

Scandalo LIBOR: e se la maggior parte dei tassi nel mondo sono falsificati?

La manipolazione dei tassi d’interesse non si ferma al LIBOR.

Secondo uno studio dell’International Organization of Securities Commission ( IOSCO), una copia del quale è stata ottenuta da Bloomberg, la stessa mancanza di regolamentazione e sorveglianza che ha permesso ai traders di accordarsi al fine di modificare il LIBOR, il tasso interbancario d’interesse offerto di Londra, sta incidendo su molti altri tassi di riferimento in Europa, Asia e Stati Uniti.

I risultati dello studio

Lo studio ha dimostrato che la maggior parte di questi tassi sono stabiliti attraverso “metodologie poco chiare, non trasparenti e raramente soggetti a controllo e regolamentazione”, mentre solamente meno della metà sono effettivamente basati da reali transazioni finanziarie.

Questo vuol dire che i tassi di interesse che incidono su prestiti personali e milioni di contratti derivati stipulati in tutto il mondo sono frutto o di supposizioni o di menzogne.

Lo scandalo LIBOR

Al centro del recente scandalo LIBOR c’era il colosso Barclays, che ha ammesso per prima le sue "cattive azioni” nella manipolazione del tasso ed ha acconsentito al pagamento di 460 milioni di dollari, mentre altre sedici grandi banche (tra cui JPMorgan Chase, Citigroup e Royal Bank of Scotland) sono ancora sotto investigazione.

Il LIBOR è un tasso di fondamentale importanza, in quanto viene usato in ogni sorta di transazione finanziaria, ed in teoria dovrebbe basarsi su quello che le banche dicono sia il loro tasso per prendere in prestito soldi da altre banche.

Mancanza di controlli

Il problema è che, finché l’assenza di controlli permette alle banche di inventarsi questi numeri, o comunque cercare di “imbrogliare”, vuoi che sia per poter prendere in prestito a tassi più bassi o per ottenere anche piccoli vantaggi nel trading di contratti derivati, è ovvio che lo faranno.

Non è confortante scoprire che la maggior parte dei tassi a livello globale hanno lo stesso identico problema. “IOSCO ha come obiettivo quello di instaurare fiducia nelle attività di benchmark in tutto il mondo” ha detto Masamichi Kono, presidente del consiglio di amministrazione di IOSCO.

I risultati di questo nuovo studio potrebbero essere un buon punto di partenza, come potrebbe esserlo l’imposizione di un minimo di regolamentazione, ma per ora convertire i banchieri alla trasparenza e alla correttezza e creare un clima di fiducia nei confronti del già criticato mondo bancario non sembra un’impresa facile.