La discesa delle azioni Saipem alla borsa di Milano assume sempre più contorni inquietanti, visto che solo nell’ultimo mese è avvenuto un crollo del 60% circa
Non si placano le vendite sulle azioni Saipem, la controllata del gruppo Eni specializzata nella realizzazione di infrastrutture necessarie per la ricerca di giacimenti di idrocarburi, la perforazione di pozzi petroliferi e la costruzione di gasdotti. A Piazza Affari il titolo è crollato ancora una volta sotto i colpi delle vendite, scendendo fino a 8,165€ ai minimi da maggio 2005. Nell’ultimo mese il valore delle azioni Saipem è diminuito quasi del 60%, zavorrato dalla dinamica ultra-ribassista del comparto energetico ma anche da un flusso negativo di notizie riguardanti la società e la sua controllante.
Innanzitutto la discesa dei prezzi del petrolio sotto i 60$ al barile avrà sicuramente un impatto significativo sui margini di redditività dell’azienda. Il gruppo guidato da Umberto Vergine, però, deve fare i conti con una sanzione pecuniaria di 80mila euro, comminata dalla Consob per le modalità con cui fu annunciato il profit warning nel 2013. Secondo l’istituto di vigilanza di borsa guidato da Giuseppe Vegas, ci sarebbero stati evidenti e ingiustificati ritardi nelle comunicazioni di importanti informazioni riguardanti i fondamentali societari.
Saipem aveva già fatto ricorso alla Corte d’appello, ma la sua richiesta è stata subito rigettata. Ora l’azienda è pronta a fare ricorso anche in Cassazione. Per la società con sede a San Donato Milanese c’è poi anche un altro driver negativo, ovvero lo stop di Eni al percorso di vendita della sua quota del 43%. La sospensione della trattativa di vendita delle azioni Saipem è sine die, a causa della forte instabilità del mercato con la caduta dei prezzi del greggio e delle azioni Saipem. Nel secondo semestre del 2014 la quotazione di Saipem alla borsa di Milano è diminuita del 140%.