Roma, conti bocciati: irregolari gli ultimi 9 bilanci della città

La Corte dei Conti boccia i bilanci del comune di Roma dal 2008 al 2017 nella parte commissariata dal governo: ci sarebbero irregolarità nella contabilizzazione dei crediti, dei debiti e delle procedure di rettifica.

Roma, conti bocciati: irregolari gli ultimi 9 bilanci della città

Un giudizio complessivamente non positivo sugli squilibri latenti in ordine al bilancio di Roma Capitale occasionati dalle numerose problematiche rilevate”. Questo è stato il responso impietoso della Corte dei Conti dopo aver analizzato i conti della Città Eterna dal 2008 al 2017.

Nel mirino della Corte nello specifico c’è l’operato dell’ex sindaco di centrodestra Gianni Alemanno e di tre ex commissari governativi: Domenico Oriani, Massimo Varazzani e Silvia Scozzese.

La bocciatura quindi riguarda la parte commissariale della gestione del debito di Roma, viste e irregolarità nella contabilizzazione dei crediti, dei debiti e delle procedure di rettifica. Inoltre non sono stati ritenuti esaustivi i criteri di quantificazione dei debiti fuori bilancio maturati al 28 aprile 2008.

La Corte boccia i bilanci di Roma

Con una delibera lunga ben 234 pagine, la sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei Conti ha espresso il suo giudizio in merito ai bilanci di Roma Capitale dal 2008 al 2007 e sulla conformità della gestione finanziaria e contabile dell’amministrazione.

Alla base di tutto c’è lo sdoppiamento della gestione finanziaria comunale tra quella ordinaria e quella commissariale, decisa nel 2008 dall’ex sindaco Gianni Alemanno e dall’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

In sostanza l’accordo siglato più di dieci anni fa prevede un piano di rientro dei debiti entro il 2044, con una parte che è in carico al Campidoglio (200 milioni l’anno) e una parte allo Stato (300 milioni l’anno).

Nel mirino della Corte dei Conti c’è proprio la gestione commissariale del debito, bocciata dai magistrati contabili tanto che sarà necessaria una profonda revisione dove si dovranno ricalcolare tutte le parti contabili.

Questo è quanto si legge nella delibera della Corte dei Conti.

Ne scaturisce un giudizio complessivamente non positivo sugli squilibri latenti in ordine al bilancio di Roma Capitale occasionati dalle numerose problematiche rilevate che hanno posto in evidenza la non completa trasparenza delle scritture e reso difficile il collegamento di debiti e crediti dovuti alle operazioni di reimputazione con i giustificativi contabili originari attestanti, relativi ai debiti e crediti verso terzi al fine di una più chiara definizione dell’indebitamento pregresso trasferibile alla Gestione Commissariale, nonché della coerente pianificazione delle necessarie coperture finanziarie. Si tratta in particolare di carenze nelle scritture di riconciliazione e di atti di riaccertamento e/o di ricognizione di crediti e debiti espunti ab initio dal bilancio di Roma; ai disallineamenti con le partite imputate al bilancio commissariale si accompagnano errori di imputazione e irregolarità delle procedure di rettifica, che non rendono facilmente tracciabile la gestione vincolata. Non esaustivi sono risultati altresì i criteri di quantificazione dei debiti fuori bilancio maturati al 28 aprile 2008.

Delibera Corte dei Conti bilanci Roma
La delibera completa 44/2019 della Corte dei Conti in merito ai bilanci 2008-2017 di Roma

Adesso quindi secondo la Corte si dovrà procedere con “immediatezza e carattere di assoluta priorità” alla verifica di “perdurante sussistenza, in base a validi titoli giuridici, e di effettiva esigibilità dei crediti iscritti in massa attiva alla voce crediti da riscuotere-parte corrente”.

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