Terremoto a Roma: le zone più a rischio

Quali sono le zone di Roma a maggior rischio in caso di terremoto? La scossa dell’11 maggio riaccende i timori nei romani.

Terremoto a Roma: le zone più a rischio

Il terremoto a Roma di questa mattina rinnova l’interesse dei cittadini nel comprendere quali siano le zone più a rischio nella Capitale e dintorni.

Alle 05:03 del mattino di lunedì 11 maggio 2020 molti romani hanno percepito una scossa di terremoto importante, capace di spostare mobili e incutere non poco timore. L’epicentro, come conferma l’INGV, è stato individuato a 5 chilometri da Fonte Nuova, nella zona nord-est al di fuori di Roma, a una distanza di 11 chilometri dalla Capitale. La magnitudo è di 3.3. Da quanto riportano le ultime notizie non si sarebbero verificati danni a cose o persone.

Riportiamo di seguito le zone di Roma ritenute dagli esperti le più a rischio terremoto.

Qual è il rischio di terremoto a Roma?

Iniziamo con il specificare che la classificazione del rischio scosse data alla città di Roma è medio-bassa (ma dipende dagli istituti d’analisi; qualcuno definisce la zona di Roma a rischio medio-alto di terremoto).

Tuttavia, le vittime dei terremoti non sono tali solo per il fatto che la terra tremi, ma perché sepolte dalle macerie o colpite da detriti od oggetti scossi dal terremoto stesso. Per questo motivo il rischio che gli effetti del terremoto siano molto gravi è strettamente legato alla caratteristica degli edifici, dai palazzi residenziali, alle scuole e gli ospedali.

La normativa antisismica, infatti, è rispettata solo in pochissimi casi.

Rischio terremoto Roma: le zone più “pericolose”

Un geologo della Protezione Civile, il dottor Antonio Colombi, spiega come, a conti fatti, il centro storico di Roma sia relativamente più a rischio in caso di terremoto rispetto ad altre zone della capitale come quella di Ostia.

Il centro storico di Roma, infatti, è caratterizzato da edifici molto antichi e un’onda d’urto generata da un forte terremoto nelle vicinanze di Roma ha la possibilità di danneggiare gli edifici più a rischio.

Lo stesso geologo continua avvertendo che le zone più a rischio terremoto a Roma sono:

  • Appio-Tuscolano,
  • Zona Tiburtina,
  • Zona Nomentana.

Le zone meno a rischio terremoto di Roma sono:

  • EUR,
  • la Storta,
  • piana del Tevere.

Fanno parte delle zone meno a rischio anche il litorale laziale e, fuori Roma, Terracina e Argentario.

L’osservazione fatta dal geologo in questione si basa sullo studio degli effetti del terremoto dell’Aquila nel 2009 sulla città di Roma. In quell’occasione, infatti, le zone più a rischio terremoto della Capitale hanno visto aumentare l’indice di pericolosità causata dal sisma di un punto.

L’esperto, proseguendo, fa una dovuta specificazione:

“Amatrice è una zona ad alta pericolosità per i terremoti”.

E aggiunge:

“Possiamo dire che per gli edifici non è da escludere perché le normative antisismiche sono partite nel 1974 e le case costruite prima non sono sotto questa normativa. Ma questo non vuol dire che crollano”.

Roma davvero a rischio sismico? Le probabilità di terremoto

A rispondere alla domanda nel tentativo di comprendere quante siano le probabilità che si verifichi un terremoto disastroso a Roma arriva anche Armano Zambrano, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

L’ingegnere ricorda quanto sia alta la qualità degli edifici nel centro storico di Roma, costruiti con materiali che riescono a garantirne la resistenza, aggiungendo che la probabilità che se ne verifichino altri è davvero molto bassa.

Rischio terremoto: a quando l’ultimo con epicentro a Roma?

Può esserci utile anche scoprire a quando risale l’ultimo terremoto che ha avuto come epicentro la città di Roma. Come ricordato da Zambrano, l’ultimo sisma del genere ha colpito la capitale nell’800.

Rischio terremoto: a Roma mancano i controlli

Tuttavia, continua a preoccupare l’assenza di tutte quelle operazioni legate alla prevenzione. Le norme entrate in vigore dopo la tragedia dell’Aquila nel 2009 impongono agli edifici di nuova costruzione l’aderenza alle indicazioni tecniche antisismiche, nonché la messa a norma di edifici già in piedi prima di quell’anno.

Questi controlli, come possiamo immaginare, non vengono effettuati, o almeno non in una scala capace di garantire una piena prevenzione dei danni potenziali che porta con sé il rischio terremoto a Roma.

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