La recessione negli Stati Uniti sarebbe probabilmente terminata secondo Ben Bernanke anche se la crescita rimarrà ancora debole per qualche tempo, a causa di un aumento della disoccupazione.
Le parole del presidente dell FED hanno provocato, insieme ad altri dati macroeconomici, una crescita del mercato azionario statunitense.
I dati macroeconomici che hanno influito sono stati ovviamente anche altri, tutti più forti del previsto.
In particolare, negli USA registriamo un aumento oltre le attese delle vendite al dettaglio, che hanno fatto segnare un guadagno dell’1,2%, tre volte superiore al valore che si era previsto.
Le borse asiatiche sono in crescita a seguito di una sessione americana all’insegna dell’ottimismo. Andando a studiare e a considerare tutti i segnali di ripresa economica mondiale, gli investitori hanno continuato a vendere dollari. Ad esempio, lo yen giapponese si è rafforzato nei confronti del dollaro, arrivando appena al di sotto del valore di 90,80 nel corso della seduta asiatica.
Ricordiamo che se da un lato la ripresa americana dovrebbe portare ad un rafforzamento del dollaro, d’altro canto l’uscita dalla crisi porterà ad una massiccia vendita di dollari acquistati in questi mesi come moneta rifugio da moltissimi investitori in tutto il mondo.
La FED tenterà di gestire la situazione mantenendo presumibilmente il valore del dollaro il più possibile stabile, evitando un crollo della moneta USA che porterebbe l’economia mondiale di nuovo nel baratro.
Il 2010 vedrà quindi molto probabilmente un’alta volatilità del dollaro, presumibilmente in un ampio canale orizzontale attorno ai valori attuali, con la possibilità di andare a toccare nuovi minimi storici contro l’euro durante l’anno.
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