Rimborso IRAP: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Ecco le ultime novità

Quando l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello per l’istanza di rimborso IRAP/IRES per mancata deduzione dell’IRAP relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato abbiamo dato informazioni in merito al modello, alla modalità di presentazione dell’istanza, agli importi e ai periodi d’imposta interessati.

Con la Circolare n. 8/E del 3 aprile 2013 l’Agenzia delle Entrate è intervenuta nuovamente sul rimborso IRAP per fornire chiarimenti in materia di fruizione, ai fini delle imposte sui redditi, della deduzione IRAP relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato e di presentazione delle istanze di rimborso per le pregresse annualità. Ecco le ultime novità.

Rimborso IRAP: ambito di applicazione

Il rimborso IRAP per le spese per il personale dipendente e assimilato è stato introdotto dal Decreto Salva Italia e consente ai contribuenti di ottenere il rimborso delle maggiori imposte (IRPEF o IRES) pagate dal 2007 al 2011.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate specifica che:

“A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012 è ammesso in deduzione (…)un importo pari all’imposta regionale sulle attività produttive (…) relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell’articolo 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del decreto legislativo n. 446 del 1997”.

Quali sono le deduzioni suddette? Quelle inerenti a:

  • contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro;
  • spese e contributi assistenziali sostenuti per il personale dipendente a tempo indeterminato;
  • spese attinenti agli apprendisti, ai disabili e al personale assunto con contratto di
    formazione e lavoro;
  • costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo;
  • indennità di trasferta per le imprese autorizzate all’autotrasporto di merci;
  • deduzioni previste per i contribuenti “minori”, che non superano determinate soglie del valore della produzione netta.

I contribuenti il cui periodo d’imposta coincide con l’anno solare possono dedurre l’IRAP dal reddito inerente al periodo di imposta 2012 nel modello Unico 2013, purchè le spese per redditi di lavoro dipendente e assimilati abbiano contribuito alla costituzione del valore della produzione imponibile.

I contribuenti il periodo d’imposta non coincide con l’anno solare, che hanno chiuso l’attività prima del 31 dicembre 2012, possono fruire del rimborso IRAP presentando apposita istanza.

Oltre che i redditi di lavoro dipendente e assimilati, per il rimborso IRAP sono da considerarsi anche:

  • le indennità di trasferta;
  • le somme corrisposte a titolo di “incentivo all’esodo”;
  • le somme accantonate per il trattamento di fine rapporto;
  • le somme accantonate per altre erogazioni relative al rapporto di lavoro dipendente e assimilato da effettuarsi negli esercizi successivi, considerando la necessità di recuperare a tassazione l’importo IRAP dedotto nel caso in cui la somma accantonata si scopra superiore a quella effettivamente sostenuta.

Rimborso IRAP: calcolo

L’Agenzia delle Entrate con la circolare del 3 aprile chiarisce che:

“l’imposta rilevante per il calcolo della deduzione è quella versata nel periodo di riferimento a titolo di saldo del periodo di imposta precedente e di acconto di quello successivo nei limiti, per quanto concerne l’acconto, dell’imposta effettivamente dovuta”.

Quindi, l’IRAP versata in acconto contribuisce al calcolo dell’importo deducibile solo nella misura in cui rifletta l’imposta effettivamente dovuta, perché la quota eccedente rispetto all’IRAP dovuta non può essere annoverata nel calcolo della deduzione, poiché rappresenta credito dell’esercizio stesso. L’IRAP dedotta non può mai eccedere quella dovuta/versata.

Il contribuente deve rideterminare le imposte sui redditi dovute nel periodo di riferimento, considerando l’IRAP pagata sul costo del lavoro. La differenza tra dette imposte e quelle dovute sulla base del reddito rideterminato rappresenta l’importo rimborsabile.

In assenza di chiarimenti ed indicazioni specifiche:

“il contribuente può assumere, ai fini del calcolo della deduzione forfetaria, l’IRAP complessiva procedendo, al tempo stesso, al calcolo analitico dell’IRAP sul costo del lavoro, senza necessità di applicare alcun correttivo alle discipline naturali a causa della loro coesistenza, fatto salvo quanto si dirà in seguito in materia di rimborsi”.

Il contribuente “a regime” può dedurre:

  • la parte dell’IRAP proporzionata all’importo di imponibile equivalente al costo per lavoro dipendente e assimilato non ammesso in deduzione;
  • il 10% dell’IRAP totale pagata, a patto che interessi passivi e oneri assimilati indeducibili contribuiscano alla determinazione della base imponibile.

Il contribuente residente in Italia, ma che svolge attività all’estero, deve considerare:

  • l’importo della produzione netta rilevante ai fini IRAP, conseguito attraverso criteri di riparto previsti per le differenti categorie di contribuenti;
  • la spesa del lavoro analitico relativa al personale impiegato nel territorio dello Stato.

Rimborso IRAP: contribuenti che non hanno presentato l’istanza

I contribuenti che non hanno presentato l’istanza alla data del 28 dicembre 2011 possono procedere con un’istanza telematica, seguendo le modalità indicate dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 17 dicembre 2012, e considerando che è possibile ottenere il rimborso presentando l’istanza:

  • entro 48 mesi dalla data di versamento;
  • entro 60 giorni dalla data di attivazione della procedura telematica.

Rimborso IRAP: annualità pregresse

L’agenzia delle Entrate chiarisce anche che:

“nel calcolo delle imposte sui redditi rimborsabili in relazione all’IRAP afferente al costo del lavoro per le annualità pregresse non si deve tener conto della deduzione forfetaria del 10% cui si è già beneficiato, nel caso in cui abbiano concorso al valore della produzione anche interessi passivi e oneri assimilati indeducibili”.

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