Riforma partiti domani in aula: punti salienti e testo completo

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Riforma partiti domani in aula: punti salienti e testo completo

Cosa prevede la nuova riforma dei partiti, domani in aula? Democrazia interna e trasparenza finanziamenti: ecco cosa cambia e il testo completo della proposta di legge.

Tornerà domani in aula a Montecitorio il testo unico sulla riforma dei partiti, tema che vede fortemente contrapposte le due principali forze politiche sedute in Parlamento: Partito democratico e Movimento Cinque Stelle.

In base alle nuove norme, i partiti non saranno obbligati a presentare lo statuto per partecipare alle elezioni. Sono inoltre previste multe salate per chi si rifiuta di rispettare le regole sulla trasparenza e per chi non renderà pubbliche le donazioni ricevute.
Riforma dei partiti: l’iter del testo

La cosiddetta riforma dei partiti è un testo che riunisce 22 proposte di legge sullo stesso tema presentate da tutti i gruppi parlamentari e porta la firma del deputato dem Matteo Richetti. Licenziato dalla Commissione Affari Costituzionali, il ddl ha iniziato il suo iter in aula giovedì 26 maggio.

Durante l’esame del testo, uno dei principali argomenti di discussione è stato la regolamentazione della democrazia interna ai partiti - punto sul quale il M5S ha sollevato forti criticità. Secondo i pentastellati, infatti, la democrazia interna di un partito non va regolamentata per legge.

Altro tema caldo è la disciplina in materia di fondazioni, che il M5S ha chiesto di modificare presentando alcuni emendamenti. In sede d’esame è stato approvato un emendamento riformulato che obbliga le fondazioni ad avere i bilanci separati.

Bocciata invece in Commissione la proposta di Alfredo D’Attorre - parlamentare ex Pd, ora in Sinistra Italiana-Sel) - il quale aveva chiesto di introdurre, tramite un emendamento, il principio di incompatibilità “fra cariche di vertice del partito e le cariche di governo a livello nazionale e locale” (ad esempio, tra quella di segretario di partito e quella di presidente del Consiglio).

Ma cosa prevede, nel dettaglio, la riforma dei partiti? Quali cambiamenti sono previsti per il futuro del sistema dei partiti politici italiani?

Il testo completo della nuova riforma dei partiti è disponibile in fondo alla pagina.

Riforma dei partiti: gli obiettivi della proposta di legge

Innanzitutto, il testo della riforma dei partiti si pone l’obiettivo di dare attuazione all’articolo 49 della Costituzione, promuovendo la “trasparenza dell’attività dei partiti, movimenti e gruppi politici organizzati” rafforzando “i loro requisiti di democraticità, al fine di favorire la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita politica”.

I due principi cardine della proposta di legge sulla riforma dei partiti, infatti, consistono nell’obbligo di democrazia nella vita interna dei partiti e nella trasparenza, come recita l’articolo 3 del documento.

Per partecipare alle elezioni non è necessario munirsi di uno statuto (come invece voleva una norma contenuta nel testo originario, soppressa dopo le proteste del M5S che di fatto uno statuto non ce l’ha), ma è comunque necessario presentare una dichiarazione (sottoscritta dal legale rappresentante e autenticata dal notaio) che indichi pochi ma essenziali elementi minimi di trasparenza, ovvero:

  • il legale rappresentante del partito o del gruppo politico organizzato, il soggetto che ha la titolarità del contrassegno depositato e la sede legale nel territorio dello Stato”;
  • gli organi del partito o del gruppo politico organizzato, la loro composizione nonché le relative attribuzioni”;
  • le modalità di selezione dei candidati per la presentazione delle liste”.

Nel rispetto della legge sulla privacy, inoltre, ogni iscritto avrà la possibilità di conoscere chi sono gli altri iscritti accedendo alla consultazione dell’anagrafe degli iscritti.
Un altro dato interessante è caratterizzato dalla pubblicazione online immediata della lista dei candidati per le elezioni della Camera dei deputati per ciascun partito o movimento politico.

Riforma dei partiti: la trasparenza dei finanziamenti

Ma uno degli elementi più rilevanti del testo di riforma dei partiti è sicuramente quello relativo alla trasparenza dei finanziamenti.
La disciplina del sistema delle erogazioni liberali è divenuto un tema cruciale alla luce dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, che entrerà a pieno regime a partire dal 2017.

Ogni partito politico è infatti tenuto a pubblicare sul proprio sito internet, “in maniera facilmente accessibile”:

  • l’elenco di tutti i beni mobili e immobili di cui è intestatario, da aggiornare ogni sei mesi;
  • i finanziamenti di importo pari o superiore a 5.000 euro annui, “con l’indicazione del nome del soggetto erogante, del relativo ammontare e dell’anno in cui sono state percepite”;
  • per quanto riguarda le erogazioni di importo compreso tra i 5.000 e i 15.000 euro, queste “possono essere pubblicate solo previo consenso del soggetto erogante”.

L’obbligo di pubblicità per i finanziamenti, comunque, non riguarda solo i partiti ma anche “gruppi parlamentari; membri del Parlamento nazionale, membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia; consiglieri regionali, metropolitani, provinciali e comunali; candidati, titolari di cariche di presidenza, di segreteria e di direzione politica e amministrativa nei partiti o movimenti politici a livello nazionale, regionale, metropolitano, provinciale e comunale”.

Le informazioni vanno trasmesse ogni anno ad una apposita Commissione per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici, pena una sanzione amministrativa pari a 30mila euro.

Previste sanzioni - da 100 a 200mila euro - anche in caso di mancata trasmissione dei rendiconti dei propri bilanci, i quali vanno obbligatoriamente pubblicati sul sito internet del partito o movimento per non incorrere in una multa che potrebbe oscillare tra i 20 e i 40mila euro.

Riforma dei partiti: il testo completo della proposta

Di seguito è disponibile il testo completo della proposta di legge sulla riforma dei partiti.

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