Riforma costituzionale: referendum in autunno. Renzi spinge per il SI

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Riforma costituzionale: referendum in autunno. Renzi spinge per il SI

Riforma costituzionale: il 12 aprile la Camera ha dato il via libera definitivo alla riforma Boschi. In autunno è previsto il referendum confermativo, voluto dallo stesso governo.

La riforma costituzionale del Governo Renzi, targata Boschi, promotrice del ddl approvato dalla Camera con 361 si e 7 no, si avvia verso la strada del referendum confermativo previsto in autunno.

Quali sono le novità della riforma costituzionale? Tra le altre: fine del bicameralismo perfetto, sarà quindi solo la Camera a dare la fiducia al governo; ridimensionamento del Senato, che sarà composto da consiglieri regionali e da sindaci; abolizione del riparto di competenze concorrenti: si avranno materie di esclusiva competenza dello Stato e altre di esclusiva competenza regionale.

La fine del bicameralismo perfetto è il vero punto saliente della riforma costituzionale.
Le novità più importanti riguardano, infatti, soprattutto Camera e Senato. Nel dettaglio:

  • Camera dei deputati: viene meno il bicameralismo perfetto, cioè la perfetta coincidenza di poteri tra Camera dei deputati e Senato della Repubblica. La Camera dei deputati sarà composta, come oggi, da 630 deputati eletti a suffragio universale e sarà la sola a votare la fiducia al governo;
  • Senato della Repubblica: passa dagli attuali 315 eletti (oltre ai senatori a vita) ai nuovi 100 componenti: 95 dei quali eletti dai consigli regionali (21 sindaci e 74 consiglieri regionali), altri 5 senatori verranno nominati dal presidente della Repubblica con un incarico di 7 anni e non più a vita. Il nuovo Senato delle Autonomie avrà prerogative legislative solo su riforme e su leggi costituzionali, mentre per quanto riguarda le leggi ordinarie il Senato potrà richiedere delle modifiche alla Camera dei deputati, ma la “Camera bassa” non sarà obbligata a tenerne conto. In tal modo viene meno la cosiddetta “navetta parlamentare”. I nuovi senatori godranno dell’immunità parlamentare come i deputati: occorrerà cioè l’autorizzazione del Senato per procedere all’arresto o al via libera per le intercettazione. Se il nuovo Senato chiederà modifiche alla Camera, circa una legge relativa ai rapporti tra Stato e Regioni, la Camera potrà respingerla solo con un voto a maggioranza assoluta.

Riforma costituzionale: Renzi promuove il SI al referendum

Il premier Renzi ha inaugurato oggi al teatro Niccolini di Firenze la campagna referendaria per il sì alla riforma costituzionale.

La scelta di Firenze, città della quale Renzi è stato sindaco, non è nuova, ma piuttosto ricorrente già in altre circostanze più o meno istituzionali. Parole da quasi ultimatum per Renzi:

"Siamo a un bivio tra l’Italia che dice sempre sì e l’Italia che dice solo no.”

Il premier ha annunciato la partenza di un vero e proprio tour pro referendum, che toccherà tantissime tappe in tutta Italia. La maggioranza di governo plaude alle riforme e al referendum, ad eccezione della minoranza dem che insiste perché non sia un plebiscito personale. Le opposizioni sono già in campo con i comitati per il no e la battaglia si annuncia incandescente.

Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia e promotore di uno dei primissimi comitati per il no al referendum di ottobre, annuncia la mobilitazione per dire

“no a questa schiforma e mandare a casa un premier mai eletto dal popolo sovrano".

Per il capogruppo Forza Italia alla Camera si tratta di una riforma

«sbagliata e illiberale, perché limita gli spazi di democrazia senza rendere il sistema né più efficiente né meno costoso».

Anche Sinistra Ecologia e Libertà si pronuncia per il no:

«Non c’è un’Italia che dice sempre sì e una che dice sempre no. C’è un’Italia che non vuole l’uomo solo al comando. Un’Italia che dice no per non dire signorsi’»

Il leader della Lega Matteo Salvini a tutto campo contro il governo:

«Renzi pericoloso bugiardo, sta svendendo il lavoro, le aziende, il risparmio, la sicurezza, i confini e il futuro degli italiani».

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