Reverse charge IVA 2016, edilizia: tutte le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

Reverse charge IVA edilizia 2016: ecco la sintesi di tutte le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate ed i principali riferimenti normativi.

Il reverse charge IVA nel settore edile rappresenta un vero e proprio incubo per tanti contribuenti italiani. Lo dimostrano i numerosi quesiti posti dalle associazioni professionali di categoria all’Agenzia delle Entrate, le cui risposte sono contenute nella circolare numero 37/E del 22 dicembre 2015.
Il reverse charge IVA nel settore dell’edilizia rappresenta un argomento complesso, tanto è vero che l’Agenzia delle Entrate ha deciso di affrontarlo con l’ottimo metodo della «domanda e risposta».

Ecco i punti principali affrontati dalla circolare 37/E/2015 dell’Agenzia delle Entrate in materia di reverse charge IVA edilizia.

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IVA reverse charge edilizia 2016: le manutenzioni straordinarie

Con la circolare numero 37/E del 22 dicembre 2015, l’Agenzia delle Entrate ha fornito diversi chiarimenti in ordine all’applicazione del reverse charge IVA o inversione contabile nel settore dell’edilizia e nei settori ad esso connessi.
Tale circolare appare particolarmente significativa, alla luce soprattutto del metodo adottato ovvero quello di rispondere direttamente ai quesiti posti dalle associazioni professionali di categoria.

La prima questione affrontata dall’Agenzia delle Entrate è quella delle manutenzioni straordinarie.
Nella precedente circolare numero 14/E del 27 marzo 2015, l’Agenzia delle Entrate richiedeva di distinguere in fattura:

  • i servizi soggetti al reverse charge IVA;
  • i servizi soggetti al regime ordinario.

Oggi tale posizione è stata modificata in parte.
Nella circolare numero 37/E/2015, infatti, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la distinzione tra i due regimi non debba rilevarsi negli interventi di manutenzione straordinaria consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate precisa che:

l’attrazione della manutenzione straordinaria alle regole ordinarie può trovare applicazione limitatamente agli interventi edilizi di frazionamento e accorpamento, precedentemente rientranti nella “ristrutturazione edilizia” e ora derubricati a “manutenzione straordinaria” (cfr. articolo 17, comma 1, del DL n. 133 del 2014). Conseguentemente, in presenza, ad esempio, di un contratto avente ad oggetto il frazionamento di un’unità immobiliare, senza modifica della volumetria complessiva dell’edificio e dell’originaria destinazione d’uso, in cui è prevista anche l’installazione di uno o più impianti, non si dovrà procedere alla scomposizione del contratto, distinguendo l’installazione di impianti dagli interventi edilizi, ma si applicherà l’IVA secondo le modalità ordinarie all’intera fattispecie contrattuale.

IVA reverse charge edilizia 2016: fornitura con posa in opera o prestazione di servizi?

La circolare numero 37/E dell’Agenzia delle Entrate chiarisce anche un altro spinoso tema legato al reverse charge IVA per il settore dell’edilizia: come si distingue tra la fornitura con posa in opera e la prestazione di servizi?

A questo proposito l’Agenzia delle Entrate scrive che:

si ha appalto quando la fornitura della materia costituisce un semplice mezzo per la produzione dell’opera ed il lavoro è lo scopo essenziale del negozio, in modo che le modifiche da apportare al bene consistono non già in accorgimenti marginali e secondari diretti ad adattarlo alle specifiche esigenze del committente della prestazione, ma sono tali da dar luogo ad un servizio che, sotto il profilo qualitativo, assume valore determinante al fine del risultato da fornire alla controparte.”

Nella precedente circolare numero 14/E/2015 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che “devono ritenersi escluse dal reverse charge IVA le forniture di beni con posa in opera in quanto tali operazioni, ai fini IVA, costituiscono cessioni di beni e non prestazioni di servizi, poiché la posa in opera assume una funzione accessoria rispetto alla cessione del bene”.
Tuttavia, nella pratica non è sempre agevole distinguere tra la fornitura con posa in opera e la prestazione di servizi.
Tra i criteri interpretativi di derivazione giurisprudenziale, e utili ai fini della suddetta distinzione, l’Agenzia delle Entrate cita in particolare:

  • l’importanza della prestazione di servizi erogata rispetto alla fornitura del bene (i servizi accessori forniti si limitano alla semplice posa in opera del bene o sono diretti a modificare la natura del bene considerato?);
  • il rapporto tra il prezzo del bene e quello dei servizi;
  • la causa e la volontà contrattuale (prevale l’obbligazione di dare o quella di fare?).

Reverse charge IVA edilizia 2016: il concetto di fabbricato

La circolare numero 37/E dell’Agenzia delle Entrate interviene anche su un altro importante tema legato al reverse charge IVA per il settore dell’edilizia: il concetto di fabbricato.

Nella risposta al quesito numero 6 l’Agenzia delle Entrate precisa che il concetto di fabbricato, ai fini della normativa sul reverse charge IVA edilizia, non deve essere limitato all’edificio, ma deve ricomprendere tutti gli impianti e le pertinenze esterne che sono funzionali all’edificio medesimo.
In particolare, nel caso in cui un impianto sia esterno al fabbricato, questi rappresenta parte integrante dell’edificio se è funzionale all’utilizzo dello stesso.
In questa fattispecie, il reverse charge IVA trova applicazione anche per gli impianti esterni.

L’Agenzia delle Entrate fornisce anche alcuni esempi a proposito di impianti esterni che comportano l’applicazione del reverse charge IVA:

  • impianto di videosorveglianza perimetrale;
  • impianto citofonico;
  • impianto di climatizzazione;
  • impianto idraulico di un edificio con tubazioni esterne.

Reverse charge IVA edilizia 2016: si applica anche al codice ATECO 43.29.09?

Un altro dubbio in materia di reverse charge IVA edilizia sorge in ordine al fatto che il codice Ateco 43.29.09 (“altri lavori di costruzione e installazione nca”) sia assoggettabile o meno al meccanismo di inversione contabile IVA.
Tale codice, come gli altri della medesima divisione ATECO, non fa riferimento alle prestazioni di manutenzione e riparazione, per cui sorge il dubbio se possa essere ricompreso o meno tra le prestazioni di manutenzione e riparazione.
A questo proposito l’Agenzia delle Entrate, facendo riferimento alle precisazioni fornite dall’ISTAT, ha chiarito che anche le prestazioni di manutenzione e riparazione vengono ricomprese nelle attività di cui al codice ATECO 2007 43.29.09.
Di conseguenza, anche le prestazioni di manutenzione e riparazione svolte da soggetti titolari del suddetto codice ATECO devono essere assoggettate la meccanismo di inversione contabile.

Reverse charge IVA edilizia 2016: gli impianti fotovoltaici

Con la circolare numero 37/E/2015, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta anche sul tema degli impianti fotovoltaici.
In analogia a quanto esposto sopra in tema di impianti esterni, l’Agenzia delle Entrate richiama ancora una volta il principio di funzionalità per effetto del quale:

quando l’impianto è funzionale all’edificio esso è soggetto al meccanismo dell’inversione contabile IVA a prescindere dalla sua ubicazione. Viceversa, se l’impianto è autonomamente accatastato è soggetto al regime IVA ordinario”.

Reverse charge IVA edilizia 2016, ecco il file .pdf con tutti i chiarimenti sull’inversione contabile IVA forniti dalla circolare Agenzia delle Entrate numero 37/E del 22 dicembre 2015:

Circolare numero 37/E del 22 dicembre 2015

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