Renzi rinnova il vertice del PD: i nomi della nuova squadra

Nuovi nomi per il vertice PD: Renzi vuole rinnovare la segreteria in vista delle elezioni politiche.

Nuovi nomi per il vertice del PD. Dopo che si sono spenti quasi del tutto i clamori delle dimissioni e si è costituito il nuovo governo, Matteo Renzi torna a lavorare sul PD e pensa ai nomi che lo potrebbero rendere un partito più forte.

Questa, infatti, l’intenzione dell’ex premier Matteo Renzi: costruire un Partito Democratico rinnovato e più forte che possa lavorare a nuove strategie per le prossime elezioni e che sia in grado di parlare al paese ed estraniarsi dalle polemiche e dalle logiche istituzionali.

Nonostante per il nuovo governo Gentiloni si sia preferito mantenere una certa continuità con il governo dell’ex premier Matteo Renzi, che ha portato i due a sentirsi e decidere una linea comune anche in termini di mantenimento dei sottosegreteri; Renzi non sembra voler proseguire su questa scia anche per ciò che concerne il vertice del PD.

Un’azione di grande rinnovo, dunque, che passa per un cambiamento importante nei nomi della segreteria, in vista delle elezioni che Renzi spera ancora possano essere anticipate a prima della fine della legislatura.

Squadra Renzi: i nuovi protagonisti del vertice PD

Ventata di nuovo, quindi, nella segreteria del PD che comporta il sacrificio di alcuni delle personalità a cui Renzi teneva maggiormente.

Sembrerebbe che per ora a mantenere il posto nel vertici PD siano Matteo Orfini e Lorenzo Guerini, oltre a Debora Serracchiani, che dovrebbe essere risparmiata dall’esclusione dalla segreteria appunto.

Loro i superstiti del rinnovamento voluto da Renzi che porta con sé molti nomi nuovi, ad esempio quello di Maurizio Martina, scelto in un’ottica di mantenimento del patto con la “sinistra per il Sì”, stesso principio che ha portato all’ottenimento da parte di Valeria Fedeli ed Anna Finocchiaro di due ministeri nel nuovo governo Gentiloni.

Tra gli altri nomi, poi, quello di Graziano Delrio, ministro delle infrastrutture e dei trasporti già con il governo Renzi ed ora riconfermato con il governo Gentiloni. L’idea alla base del recupero del rapporto con Delrio è quella di far sapere che il PD non è solo quello dei fedelissimi di Renzi (il famoso Giglio Magico), ma che c’è spazio per aperture ed inclusioni.

Altro nome preso in considerazione è quello di Piero Fassino, ex sindaco di Torino e fra i leader dell’area Dem. L’inclusione di Fassino nella segreteria risponderebbe ad un’esigenza di bilanciamento con Dario Franceschini, tuttora ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Come è noto, infatti, Franceschini si oppone alla volontà renziana di andare alle elezioni anticipate e che, invece, auspicherebbe per la fine della legislatura Gentiloni.

A completare la rosa dei prescelti ci sarebbe Tommaso Nannicini, a cui Renzi vorrebbe affidare il programma, oltre a Ciro Bonaiuti, primo cittadino di Ercolano, e a Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria.

I due, oltre a rappresentare la “quota giovani” all’interno del vertice, avrebbero il compito - insieme ad altri - di fare da contraltare a quei presidenti di Regione che ormai si sono praticamente resi autonomi dal PD.

Nella stessa ottica rientrerebbe anche il nome di Antonio Decaro, sindaco di Bari, che avrebbe il ruolo di anti-Emiliano.

Ora resta da capire se il rinnovamento voluto da Renzi si fermerà qui o se proseguirà con altri nomi e, soprattutto, se avrà o meno l’effetto sperato dall’ex premier: dare una nuova forza al partito che gli permetta di tornare al governo dopo il voto.

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