Regno Unito: le Olimpiadi creano posti di lavoro. I dati sulla disoccupazione

Federica Agostini

18/07/2012

Regno Unito: le Olimpiadi creano posti di lavoro. I dati sulla disoccupazione

(Reuters) - Scende il tasso di disoccupazione nel Regno Unito: le Olimpiadi creano nuovi posti di lavoro.

Come dimostrato dai dati, le olimpiadi hanno creato possibilità di nuovi posti lavoro a Londra e il tasso di disoccupazione scende, fornendo un dato positivo riguardo all’economia Britannica colpita dalla recessione.

Recessione e mercato del lavoro

Fino ad oggi, il mercato del lavoro nel Regno Unito è stato in grado di resistere, nonostante la seconda recessione in atto negli ultimi 4 anni (la cosiddetta double-dip recession, o recessione a W) e nonostante le analisi abbiano spesso indicato che, a causa della riduzione di domanda da parte dell’Eurozona, e dato l’incerto assetto economico del paese, in generale datori di lavoro hanno tagliato di molto sul personale.

La Bank of England, lo scorso mese, ha lanciato una serie di alleggerimenti quantitativi per rilanciare l’economia e il governo ha annunciato provvedimenti che favorissero gli investimenti.

In relazione ai dati sulla richiesta di sussidi di disoccupazione il numero si attesta a 6100 contro i 6200 previsti (calendario economico).

Office for National Statistics

L’Office for National Statistics rileva che l’aumento dell’occupazione ed il conseguente calo della disoccupazione sono fenomeni concentrati nella City di Londra; questo significa che le Olimpiadi che inizieranno tra meno di 10 giorni, hanno creato nuovi posti di lavoro.

Il Governo ha insistito sul settore privato affinché si creassero nuovi posti di lavoro, per colmare il buco altrimenti creato dai 70 mila tagli al personale pubblico (come parte de programma austerity).

Lunedì, il Fondo Monetario Internazionale ha affermato che, negli ultimi tre mesi, le prospettive sulla crescita economica del Regno Unito sono state le peggiori, rispetto a qualsiasi altro paese economicamente avanzato.

Per quanto riguarda la pressione fiscale sugli stipendi, i dati hanno dimostrato che la crescita media sui redditi settimanali (compresi di bonus) si è piazzata al 1.5%, contro l’1.4% previsto. Esclusi i bonus, tuttavia, la retribuzione è cresciuta al 1.8%, rispetto al 1.9% stimato.

Fonte: Reuters UK