Regno Unito: inflazione ancora oltre il target della Bank of England. Rischio di un’impennata dei prezzi in Europa.

Raffaele Guerra

17/04/2012

Regno Unito: inflazione ancora oltre il target della Bank of England. Rischio di un’impennata dei prezzi in Europa.

L’inflazione nel Regno Unito ha inaspettatamente accelerato il passo a marzo per la prima volta in sei mesi, spinta dai prezzi nel settore alimentare, dell’abbigliamento, del tempo libero e della cultura.

I prezzi al consumo sono infatti aumentati del 3,5% rispetto all’anno precedente, contro il 3,4% nel mese di febbraio: questo è quanto ha dichiarato l’Office for National Statistics oggi a Londra. La cifra è superiore al 3,4% della stima media di trentasette economisti intervistati in un sondaggio Bloomberg.
A partire dal mese precedente, i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3% a marzo, confermando così la previsione media di un sondaggio Bloomberg effettuato su trentadue economisti.

Il rischio inflazione e la Bank of England

Sono emerse numerose divisioni tra i funzionari della Banca d’Inghilterra, dal momento che un salto nei prezzi dell’energia rischia di portare il tasso di inflazione al suo terzo anno al di sopra del target fissato. Alcuni funzionari del consiglio della BOE come Martin Weale e Spencer Dale hanno avvertito che l’incremento registrato nei prezzi potrebbe rallentare meno rapidamente del previsto.
L’inflazione annuale di base, che esclude i prezzi di alcool, prodotti alimentari, tabacco ed energia, ha accelerato al 2,5% dal 2,4% precedente. L’inflazione sui prezzi al dettaglio, una misura utilizzata nelle trattative salariali, è scesa invece al 3,6% dal 3,7%. L’indice dei prezzi al dettaglio esclusi i pagamenti di interessi sui mutui ha raggiunto il 3,7%, scendendo dall’aumento al 3,8% del mese precedente.

Ad ogni modo, il consiglio dell’istituto di credito britannico ha votato questo mese per mantenere il suo programma di quantitative easing a 325 miliardi di sterline (517 miliardi di dollari). La banca pubblicherà i verbali della riunione nella giornata di domani.

Nel mese di febbraio, la previsione d’inflazione della Bank of England era scesa al 2% entro la fine dell’anno, dal momento che la crisi del debito in Europa e il taglio alle spese pubbliche frenano lo sviluppo economico.

Mentre funzionari come Adam Posen e Miles David hanno confermato nel consiglio del mese scorso la loro posizione a favore di un maggiore stimolo economico, Dale e Weale hanno avvertito circa la minaccia proveniente dai prezzi del petrolio, che hanno guadagnato quasi il 20% dall’inizio di ottobre. I prezzi per il carburante, benzina e diesel, sono infatti saliti a livelli record nel mese di marzo: questo è quanto ha dichiarato l’Ufficio di Statistica del Regno Unito.

Ad essere preoccupati, però, non sono solo i funzionari della Bank of England: l’inflazione mette in allerta anche i funzionari delle banche centrali dell’area euro e la stessa Banca Centrale Europea. I prezzi al consumo della zona euro probabilmente sono saliti di un tasso annualizzato del 2,6% nel mese di marzo, in linea con la stima media di trentanove economisti intervistati in un sondaggio di Bloomberg News. Ad ogni modo, l’Ufficio di statistica dell’Unione europea pubblicherà i dati entro la mattinata di oggi.
La situazione non è dunque una delle più tranquille e sarà necessario monitorare i prezzi nei periodi a venire: la Banca centrale europea ha infatti confermato il suo tasso di interesse di riferimento all’1% il 4 aprile scorso e il presidente Mario Draghi ha dichiarato che ci sono rischi a breve termine di un possibile rialzo dei prezzi.

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