Il referendum sull’indipendenza della Scozia si avvicina. I «Sì» sono in vantaggio e mentre la borsa è in rosso e la sterlina cola a picco, David Cameron rischia il posto
Fino a pochi giorni fa l’indipendenza della Scozia sembrava un’utopia degna dell’opera più famosa di Thomas More e invece oggi la situazione sembra essersi totalmente ribaltata.
Un sondaggio pubblicato ieri dal Sunday Times mostra infatti gli indipendentisti in vantaggio con il 51% delle preferenze.
Il referendum sulla secessione si terrà il prossimo 18 settembre e a questo punto sembra sempre più probabile che la Gran Bretagna perda «uno dei suoi pezzi più pregiati».
Il vantaggio dei «si» ha letteralmente fatto impazzire i mercati. La Borsa di Londra cede attualmente l’1%, mentre la sterlina è scesa nel corso della seduta odierna dell’1% sia sul dollaro, sia sull’euro (livello più basso degli ultimi 10 mesi).
Ma c’è di più. Perché il vento indipendentista non sta facendo tremare solo la comunità finanziaria inglese, ma anche a Downing Street si respira una brutta aria. Tra i Tories, fazione cui appartiene David Cameron infatti, si sono diffusi nervosismo e incertezza e, secondo quanto pubblicato oggi dal Financial Times, in caso di secessione della Scozia il partito sarebbe pronto a chiedere le dimissioni dell’attuale primo ministro.
Quest’ultimo annuncerà domani il «devo maxi» plan, un documento contenente misure volte a concedere maggiore autonomia a Edimburgo in materia fiscale, di welfare e di budget. Insomma, nel caso la Scozia decidesse di rimanere nel Regno Unito, avrà pieni poteri.
Insomma la secessione della Scozia sarebbe la più grande sconfitta politica di David Cameron, una sconfitta che potrebbe mettere la parola fine sulla sua premiership. A prendere il suo posto potrebbe arrivare l’attuale sindaco di Londra Boris Johnson che stamattina, sulle colonne del Telegraph, ha scritto:
«L’indipendenza della Scozia sarebbe un risultato tragico per il nostro paese»
Nel frattempo, i giornali di oggi non parlano d’altro: «Abbiamo dieci giorni per salvare l’Unione» titolano il Telegraph e l’Independent in prima pagina. «Non c’è altra questione più importante», sostiene il Guardian. Il Daily Mirror scrive invece di un «Regno Dis-Unito» in cui Elisabetta II prega di «non diventare l’ultima regina di Scozia».
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