Regno Unito: Cameron annuncia: “Referendum per restare nell’Ue”

Vittoria Patanè

23/01/2013

Regno Unito: Cameron annuncia: “Referendum per restare nell’Ue”

Il premier britannico David Cameron ha annunciato in mattinata l’intenzione di indire un referendum per far decidere ai propri cittadini se restare o no all’interno dell’Unione europea.

Ci sarà una sola domanda “dentro o fuori” e gli inglesi dovranno stare molto attenti e riflettere bene sulla decisione da prendere perché “non ci sarebbe ritorno, sarebbe un biglietto di sola andata"

Le parole del Primo ministro

In un discorso pronunciato stamattina nel quartiere Bloomberg di Londra, Cameron ha parlato del futuro del Regno Unito e dei suoi rapporti con l’Europa:

«Io voglio che l’Unione europea sia un successo. E voglio un rapporto tra la Gran Bretagna e l’Ue che ci veda dentro l’Unione»

ha detto Cameron. Ma ha anche aggiunto:

«Oggi, la delusione verso l’Ue è ai livelli più alti di sempre”. “E’ ora che il popolo britannico abbia l’opportunità di pronunciarsi, è ora di definire la questione europea nella vita politica del Paese… Non sono isolazionista ma voglio un miglior accordo per la Gran Bretagna, per il successo dell’Unione europea e per la prosperità delle generazioni future».

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I cinque punti del progetto britannico

Il mercato interno dev’essere il punto fondamentale del progetto europeo, secondo David Cameron, che ha scandito un’agenda basata su cinque punti fondamentali:

  • Competitività: sotto la pressione della globalizzazione, l’Europa deve diventare più competitiva e questo si traduce nella creazione di un “single market”, nella semplificazione della burocrazia, nel contenimento delle spese, ma soprattutto in una struttura comunitaria migliore.
  • Europa gerarchica: il secondo punto riguarda un’Europa con diversi livelli di integrazione perché questo «non significa smantellare l’Ue ma rafforzarla» nel rispetto delle singole esigenze nazionali.
  • Poteri alle Nazioni: i poteri non devono essere delegati alla sola Bruxelles ma, qualora fosse necessario, i diversi governi dovranno essere in grado di esercitarli.
  • Risoluzione del deficit democratico: “i poteri vanno concentrati di nuovo nei parlamenti nazionali”.
  • Equità: il Primo ministro infine auspica un assetto più equo che tenga conto delle esigenze di tutti i partecipanti all’Unione.

Referendum nel 2017

Il referendum non sarà immediato, ma verrà convocato solo nel 2017. Sempre che i conservatori vengano confermati al potere nelle prossime elezioni del 2015, ovviamente.
Secondo il premier , infatti “sarebbe sbagliato chiedere ai cittadini se vogliono restare o uscire, prima di avere avuto la possibilità di correggere i nostri rapporti con la Ue".