Recessione double-dip: conclusione scontata. Roubini

Nadia Fusar Poli

11/10/2011

Recessione double-dip: conclusione scontata. Roubini

RECESSIONE - Le economie avanzate del mondo sono di fronte ad una seconda recessione, indipendentemente dal fatto che vi è ulteriore caos in Europa.
L’economista Nouriel Roubini - che ha correttamente previsto la crisi finanziaria del 2008, ma che ha anche sbagliato altri pronostici «pessimistici» - ha detto che la lettura dei dati più recenti, suggerisce che Stati Uniti, zona euro, e Regno Unito sono già sul punto di cadere in una recessione, nel prossimo trimestre. Al massimo tra due.

«La questione non è se ci sarà una doppia recessione, ma se sarà lieve o grave, accompagnata da un’altra crisi finanziaria» ha affermato Roubini, capo di Roubini Global Economics. «La risposta a questo dipende dalla zona euro».
Secondo Roubini, una situazione disordinata in Europa, causata da un default del debito sovrano, una crisi bancaria, o l’uscita di uno dei membri della zona euro, sarebbe uno shock più grave rispetto al crollo di Lehman Brothers negli Stati Uniti. Ha aggiunto che l’Europa deve agire unita, e che i paesi devono agire insieme e «fare la cosa giusta» prima del vertice del gruppo delle 20 nazioni (G20), che si riunirà a Cannes nella prima settimana di novembre.

Roubini ritiene che «la cosa giusta» implica l’ampliamento del Fondo europeo per la stabilità finanziaria (EFSF) a circa € 2.000 miliardi (2.700 miliardi di dollari) e la creazione a livello europeo del programma TARP, che contribuirebbe a ricapitalizzare le banche.
L’eurozona ha «bisogno di un EFSF che sia quattro volte più grande di 440 (miliardi di euro) per assicurarsi che non si verifichino squilibri». «Non c’è nessun piano per questo, perché politicamente anche il primo EFSF non è stato ancora approvato». L’idea di triplicarlo o quadruplicarlo appare oggi fuori da ogni verosimile progetto.
Roubini ha aggiunto che la Banca centrale europea ha bisogno di allentare la propria politica monetaria per rilanciare la crescita. La settimana scorsa la BCE ha mantenuto i tassi di interesse invariati all’ 1,5 per cento, anche perché ha annunciato un programma di acquisto di 40 miliardi di euro ($ 54 miliardi) di covered bonds.
«La BCE ha fatto un errore...hanno bisogno di un euro molto più debole, che è improbabile che si verifichi», ha detto Roubini. «Hanno bisogno di stimoli fiscali ... tutte queste cose sono necessarie per ripristinare la crescita economica».