Quanto guadagna un farmacista?

Un farmacista guadagna cifre diverse a seconda del ruolo svolto all’interno dell’impresa: un titolare arriva a percepire anche 10.000 euro al mese mentre al dipendente spetta uno stipendio fisso molto più basso.

Quanto guadagna un farmacista?

I guadagni di una figura professionale come quella del farmacista non sono univoci: un farmacista titolare percepisce somme altissime mentre è totalmente differente lo stipendio di un farmacista dipendente.

L’Agenzia delle Entrate ha di recente pubblicato i risultati degli studi di settore secondo cui i titolari di farmacie risultano occupare il secondo posto tra le professioni con stipendi più alti: solo i notai percepiscono di più.

A modificare la situazione ci ha pensato il DdL Concorrenza che ha introdotto la possibilità di rendere titolari di farmacie le società di capitali e ha posto un tetto massimo di 4 farmacie per ogni provincia.

Questo provvedimento cambierà notevolmente le cose non solo dal punto di vista economico ma anche da quello della tutela della salute: si rischia infatti che questa venga surclassata dal mero interesse pecuniario soprattutto nelle grandi città.

Guadagni

Gli studi di settore quindi forniscono dati interessanti per ottenere un quadro completo della situazione e capire nel dettaglio a quanto ammontano gli stipendi dei professionisti che fanno parte di questa categoria.

Il rapporto MEF relativo al 2015 attesta che una farmacia arriva a guadagnare 116.000 euro lordi annui: da questo non bisogna trarre conclusioni affrettate e pensare quindi che il guadagno dei farmacisti sia ben oltre la media.

Da questa cifra, che fa riferimento all’utile che una farmacia privata consegue in un anno, andranno dedotte le imposte da corrispondere al fisco; a questo punto l’utile potrà essere suddiviso tra i soci dell’impresa in maniera proporzionale.

La differenza maggiore a livello di guadagni la fa il ruolo ricoperto all’interno della farmacia: il titolare guadagna cifre notevolmente più alte dei dipendenti. Un altro fattore che influisce sulle entrate poi è la posizione della farmacia: le imprese collocate in città come Roma e Milano, soprattutto al centro, sono molto più remunerative.

Titolare di farmacia

Se è vero che un titolare di farmacia guadagna più dei suoi dipendenti è vero anche che sul suo stipendio incide notevolmente lo stato dell’impresa che gestisce.

Il guadagno quindi può essere molto differente a seconda delle situazioni ma resta il fatto che chi ricopre questo ruolo può guadagnare fino a 7.000 euro al mese: se poi si gestisce una farmacia al centro di una grande città la somma tocca quota 10.000 euro mensili.

Ma cosa costituisce il guadagno dell’intera farmacia? Questo è costituito per il 60% da farmaci con obbligo di ricetta e per il resto da prodotti che non necessitano di prescrizione ma che sono in salita come integratori e articoli per l’igiene e la bellezza.

Farmacista dipendente

Lo stipendio dei dipendenti di una farmacia a differenza dei guadagni del titolare sono fissi anche se notevolmente inferiori. L’importo della retribuzione in particolare è normato da Contratto Collettivo Nazionale che per questa categoria va da circa 1.200 euro fino ai 1.500.

Se il dipendente decide di incrementare la paga può farlo lavorando di notte e durante le festività: per questi turni è prevista sempre una qualche indennità che permette di guadagnare fino a 1.900 euro al mese.

Percorso di studi

Al di là dei guadagni medi è interessante anche capire quale corrispondenza ci sia tra il percorso di studi intrapreso dagli studenti della Facoltà di Farmacia e le possibilità di lavoro. AlmaLaurea si è preoccupata di tracciare un quadro completo della situazione occupazionale dei laureati di questo corso di studi e lo ha fatto con il Rapporto 2015 che ha permesso di rilevare che chi decide di intraprendere un percorso di studi in ambito farmaceutico ha ottime possibilità di trovare il lavoro che desidera.

Il Rapporto AlmaLaurea in particolare tira le somme e chiarisce:

Sia nel breve che nel lungo periodo i laureati del gruppo farmaceutico rilevano una buona corrispondenza tra studi compiuti e professione svolta: raggiungono un tasso di occupazione superiore rispetto alla media nazionale; possono altresì contare su una maggiore stabilità, in particolare su contratti a tempo indeterminato, e su guadagni più elevati della media. Non stupisce pertanto che l’efficacia del titolo sia più elevata di quanto registrato sul complesso dei laureati magistrali a uno e a cinque anni dalla laurea”.

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