Il nome di Silvio Berlusconi è praticamente onnipresente in questi giorni sulle pagine dei maggiori quotidiani internazionali. A meno di 24 ore dalla sospensione delle attività parlamentari e a 48 dalla decisione della Cassazione di fissare l’udienza del processo Mediaset per il 30 luglio prossimo, i giornali di tutto il mondo commentano le vicende del Cavaliere e con esse quelle di un intero Paese.
Si, perché mai come oggi, appare chiaro anche a migliaia di chilometri di distanza, come le due cose vadano di pari passo. In un Italia “mai tanto fragile dal punto di vista politico”, come sottolinea il New York Times, il futuro del Cavaliere è legato a filo doppio a quello del Governo.
All’estero ne sono praticamente convinti, dal Financial Times all’Economist, dal Wall Street Journal a El Pais, il giudizio è unanime: “se condannano Berlusconi, cade il Governo”.
Le vicende accadute ieri in Parlamento non lasciano dubbi agli osservatori internazionali che commentano quanto succede nel nostro Paese con un misto di ironia e rassegnazione. Tra un’analisi del nostro sistema giudiziario e una cronaca degli ultimi eventi accaduti ieri nelle aule di Camera e Senato, il tono è quello di sempre, quello dietro cui si legge la classica frase “sono italiani, è normale”. E diciamocelo, forse un po’ ce lo meritiamo.
I commenti dall’estero
La sospensione delle attività parlamentari è il simbolo della fragilità politica italiana. A sottolinearlo è il New York Times che evidenzia quanto sia forte il legame tra Berlusconi e l’attuale Governo guidato da Enrico Letta:
A simboleggiare la fragilità politica italiana, la coalizione governativa del Presidente del Consiglio Enrico Letta ha affrontato ieri un momento di altissima tensione, quando il partito di centro destra capeggiato dal precedente Premier, Silvio Berlusconi, ha chiesto una sospensione dei lavori del Parlamento per discutere sull’incombente sentenza della Cassazione e sulle sue conseguenze politiche.
E ancora:
Una condanna definitiva comporterebbe per Berlusconi 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Se la decisione della Corte d’Appello venisse confermata dalla Cassazione e dal Parlamento si verificherà un vero e proprio terremoto politico che rischierà di distruggere la coalizione di centro sinistra attualmente al potere. Fino ad allora, in attesa della sentenza, il Governo rimane fragile, ma stabile.
Parole che riecheggiano quelle scritte sull’importante quotidiano economico inglese, The Financial Times. Il titolo dice già tutto “l’accusa di frode di Berlusconi incombe minacciosa sul debole Governo italiano”.
L’articolo poi, ribadisce lo stesso concetto:
Il fragile Governo italiano è sempre più in crisi mentre l’ex Premier Silvio Berlusconi affronta il pericolo di una sentenza che a fine mese potrebbe portarlo agli arresti domiciliari e all’interdizione dai pubblici uffici.
Si affida invece all’ironia l’Economist che con tono sferzante sottolinea l’ennesima “anomalia berlusconiana”:
Se c’è una cosa che un imputato di un processo normalmente desidera è che la giustizia sia veloce. Ma, com’è evidente da molti anni, Silvio Berlusconi non è un normale imputato.
C’è una reale possibilità che il leader del PDL sia giudicato colpevole. Una condanna definitiva della Cassazione distruggerebbe tutti i suoi discorsi, a dispetto di ogni scappatoia cercata in questi anni e macchierebbe per sempre il suo posto nei libri di storia.
Evidenziando il pericolo che una sentenza a sfavore del Cavaliere potrebbe comportare per l’attuale maggioranza, il quotato settimanale inglese parla poi di una delle “leggi ad personam” create dal Governo Berlusconi:
La maggioranza guidata da Enrico letta non è mai sembrata tanto in pericolo. L’improvvisa accelerazione del processo è arrivata a poche ore dalla pubblicazione di un articolo sul Corriere della Sera in cui si sottolineava che, se il caso fosse stato trattato seguendo il normale iter giudiziano italiano, Berlusconi sarebbe stato nuovamente libero. Una legge introdotta da uno dei suoi precedenti Governi nel 2005 ha accorciato infatti il periodo in cui alcuni reati cadono in prescrizione. Ovviamente, tra questi ci sono alcuni reati di cui lo stesso Presidente del Consiglio era accusato.
Anche la Spagna parla di Berlusconi e della crisi Italiana. El Pais, uno dei maggiori quotidiani del Paese titola: “Berlusconi blocca di nuovo la politica italiana”. Mettendo ancora una volta in relazione il futuro del Cavaliere con quello del nostro Governo, il giornale madrileno scrive:
Silvio Berlusconi ha paura. E quando il vecchio leader trema, lo fa tutta la politica italiana. Il processo, che Il Cavaliere sperava si prolungasse nei mesi, è stato anticipato per evitare la prescrizione di una parte dei reati a lui imputati. Però, come c’era da aspettarsi, Berlusconi ha attribuito la decisione ad un complotto dei “giudici comunisti” – che quando sono donne diventano “comuniste e femministe” – per escluderlo dalla politica. Così che il capo del PDL ha dato un ordine molto chiaro ai suoi fedeli: “Se cado io, cade il Governo”.
Insomma l’opinione che imperversa all’estero è chiara: qualsiasi sarà la decisione che la Cassazione prenderà su Silvio Berlusconi, questa non riguarderà solamente la sua vita, ma anche quella del Governo e dei cittadini italiani.
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