L’economia nipponica dovrebbe crescere quest’anno al ritmo di quella americana. Venerdì la BoJ, nel suo rapporto semestrale, ha alzato l’asticella della crescita del pil che ora è atteso a +2,3% dal +2% stimato a gennaio. Per il prossimo anno fiscale il pil dovrebbe poi crescere dell’1,7%, anche qui ad un tasso superiore a quello stimato in precedenza. Eppure venerdì la BoJ ha fatto una mossa alquanto singolare, considerando il miglioramento dell’outlook sull’economia. Ha ampliato il piano di acquisto di government bond di 10mila miliardi di yen (95 miliardi di euro), estendendo il programma al giugno 2013 e ai titoli trentennali.
La Bank of Japan aumenterà anche gli acquisti di asset rischiosi, come gli Etf (200 miliardi) e i fondi immobiliari (10 miliardi), mentre sarà ridotto il piano per offrire fondi addizionali alle banche di 5mila miliardi di yen. Sono state poi corrette al rialzo le stime sull’inflazione “core”: +0,3% nel 2012 e +0,7% nel 2013. Gli investitori, però, continuano a comprare yen, in virtù anche di un possibile proseguimento della crisi del debito nella zona euro.
Lo yen resta la valuta rifugio per eccellenza sui mercati. Il tasso di cambio euro/yen quota poco sopra 106 ed è sempre più lontano dai top di fine marzo scorso di area 111.40. Se la crisi in Europa dovesse peggiorare, non va escluso un tracollo del cambio con target a 100 nel giro di un mese.
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