Il tasso di cambio euro/dollaro ha ripreso vigore dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti, pubblicati venerdì scorso. La flessione dei non-farm payrolls ha provocato forti vendite sul biglietto verde e permesso al cambio una risalita di oltre 100 pip dai minimi di periodo. L’area di supporto di 1.3030 ha tenuto bene, anche se è mancato l’affondo decisivo in un clima di bassi volumi e con le principali borse mondiali chiuse per le festività pasquali.
Attualmente siamo su una zona di resistenza di breve periodo, posta tra 1.3130 e 1.3150. Il cambio potrebbe salire ancora un altro po’, almeno fino alla key-area di 1.3180 – 1.32. Tuttavia, se le borse europee dovessero partire male con conseguente ritorno del clima di risk off, l’euro potrebbe avere grossi problemi e ritornare a scendere con primo target 1.3030. Difficile, ma non impossibile, che il breakout ribassista della soglia psicologica di 1.30 possa avvenire oggi.
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