La separazione proprietaria di Snam da Eni è ormai un argomento di discussione quasi giornaliera. A due giorni dal ritorno della questione nel dibattito, la giornata nera a Piazza Affari per Snam Rete Gas mette di nuovo al centro dell’attenzione la necessità dello scorporo di Snam da Eni.
Oggi l’azione di Snam a Piazza Affari ha infatti perso il 2,48%, scendendo così a quota 3,30 euro. Quella di Snam è stata la peggiore performance fra le blue chip.
Eni detiene oggi il 52,54% di Snam, ed è proprio questo legame con un gruppo integrato verticalmente come Eni a destare preoccupazione fra gli analisiti. Un ruolo centrale nello scorporo di Snam sarà sicuramente giocato dalla Cassa Depositi e Prestiti. Ciò che gli analisiti prevedono è una cessione di Snam che porti all’effetto overhang, vale a dire a un’offerta di azioni sul mercato e il titolo paga pegno in Borsa. Ciò che non è ancora chiaro è se Eni venderà la sua quota o l’intera società.
L’eventuale scorporo di Snam da Eni potrebbe giocare un ruolo non trascurabile nel contesto delle interdipendenze dell’eurozona: Snam potrebbe infatti partecipare liberamente al rafforzamento del settore delle reti di gas su scala europea. Questo va sicuramente in suo favore, sebbene a beneficiare della separazione sarebbe soprattutto Eni, che potrebbe vedere così una riduzione del debito, un miglioramento della ratio e una più alta libertà di cassa.
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