Si avvicina l’approvazione di nuove norme di trasparenza per il settore petrolifero, dal momento che l’Extractive Industries Transparency Initiative sta cominciando a discutere degli accordi tra le compagnie petrolifere nazionali e i commercianti.
Le discussioni potrebbero avere implicazioni significative per il settore svizzero di compravendita di materie prime, timido sul piano della trasparenza, comprese alcune compagnie come Vitol, Glencore, Trafigura, Mercuria e Gunvor. La questione interessa anche compagnie petrolifere quotate a Londra come la BP e la Royal Dutch Shell e la Total francese, che hanno settori commerciali di grandi dimensioni.
Cos’è l’EITI
L’EITI è un programma volontario per migliorare la trasparenza nel settore delle risorse naturali, che ha fatto la sua prima comparsa dieci anni fa. Fino ad ora si è focalizzato sui pagamenti delle società minerarie e petrolifere ai governi, incluse le royalties e le tasse.
Ma sotto la pressione di organizzazioni non governative, come Revenue Watch, l’EITI sta valutando di ampliare la sua portata al commercio del petrolio. I colloqui, che sono in una fase molto precoce, si incentrano su una revisione delle regole.
«La questione è sul tavolo», ha detto Alexandra Gillies, responsabile del settore governance di Revenue Watch, una delle organizzazioni della società civile coinvolte nell’EITI.
Jonas Moberg, capo della segreteria EITI, ha dichiarato che, data la dimensione delle entrate petrolifere, c’è bisogno di una maggiore trasparenza.
Le compagnie petrolifere nazionali di paesi come l’Angola e il Sud Sudan tradizionalmente vendono il loro petrolio attraverso gare d’appalto e contratti diretti per commercianti e raffinatori. I dettagli delle operazioni, però, inclusi prezzi e volumi, non sono pubblici.
Richieste di maggiore trasparenza
La trasparenza nel commercio del petrolio ha ricevuto una spinta dopo che l’Iraq ha cominciato a pubblicare i dati mensili sulle vendite e sui prezzi. Tuttavia, le organizzazioni non governative stanno spingendo per il rilascio dei dati disaggregati del carico, compreso il nome del compratore, la data, il prezzo del volume.
L’EITI, che riunisce il settore pubblico e privato, è stato creato per affrontare la «maledizione delle risorse» che affligge un grande numero di paesi esportatori di petrolio e metalli, dove la presenza di abbondanti risorse naturali, ha spesso portato a corruzione e malgoverno.
Gillies ha dichiarato che, data l’importanza delle entrate petrolifere per molti paesi poveri, sia le imprese statali che gli acquirenti sono tenuti ad avere un atteggiamento responsabile nella divulgazione dei dati.
Le compagnie di risorse naturali stanno già affrontando le richieste di maggiore trasparenza sotto la riforma Dodd-Frank negli Stati Uniti, che impone alle società quotate di comunicare i pagamenti effettuati ai governi su una base granulare, paese per paese; mentre i piani della Commissione Europea richiedono un ripartizione progetto per progetto.
L’industria sta resistendo a entrambi i requisiti, dicendo che farebbe investimenti in alcuni paesi, come il Qatar, quasi impossibili, perché le leggi locali non consentono una tale divulgazione dettagliata degli investimenti.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: The Financial Times.
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