Perché le nostre mail e conversazioni saranno sotto controllo

Giorgia Bonamoneta

31 Luglio 2021 - 23:01

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Le nostre chat saranno controllate? Il nuovo regolamento europeo (non ancora approvato) potrebbe dare il permesso alle aziende di guardare lo scambio di conversazioni private. Ma perché?

Perché le nostre mail e conversazioni saranno sotto controllo

La motivazione dietro il controllo delle email e chat private è sicuramente da lodare, ma gli strumenti per farlo sono molto meno nobili.

Da una parte le intenzioni di monitorare e segnalare contenuti pedopornografici (un fenomeno in aumento in Italia) e dall’altra la necessità di porre dei limiti a quello che le aziende possono o meno vedere dei loro utenti.

Le critiche sono molteplici, eppure lo scorso 6 luglio il regolamento di “ChatControl” è stato approvato con un’ampia maggioranza: 537 voti a favore, 133 contrari e 24 astenuti. Si torna così a discutere, prima dell’approvazione definitiva, i termini con e per i quali mettere da parte la privacy di milioni di cittadini europei per almeno tre anni.

Controllo email per combattere il mercato pedopornografico

Si chiama ChatControl ed è una misura di emergenza approvata dal Parlamento europeo, lo scorso 6 luglio, nel tentativo di arginare il fenomeno dello scambio di materiale pedopornografico. Un fenomeno che solo in Italia è cresciuto del 70%.

La decisione è stata presa con il consenso di 537 voti a favore e solo 133 contrari e 24 astenuti. Eppure, anche nella maggioranza, non c’è molta coesione. Sono in molti a chiedere infatti un maggior controllo sulle disposizioni autorizzate, tra cui il Garante europeo della protezione dei dati (GEPD) e il Consiglio d’Europa.

A fare la conta dei pro e dei contro sono stati in tanti e, anche se c’è qualcuno che parla di “ragionevole soluzione di equilibrio”, come il Supervisor europeo per la protezione dei dati personali, dall’altra c’è chi fa notare che sacrificare la privacy per un ipotetico risultato positivo è fuori da ogni ragione.

ChatControll, cosa prevederà il nuovo regolamento sulla privacy se venisse approvato?

Il nuovo regolamento, nato dalla necessità di combattere il fenomeno dello scambio di materiale pedopornografico (in particolare tra minori), permetterà un maggior controllo sull’email e le conversazioni.

Quello che prima era salvaguardato dalla crittografica ent-to-end (E2EE), in futuro potrebbe essere scardinato per permettere il controllo da parte delle aziende dei contenuti di abusi su minori.

Le aziende sono ben disposte a controllare tutto il materiale, mettendo a disposizione un controllo artificiale e non umano per vagliare i contenuti. Questi poi dove vengono immagazzinati? Secondo gli esperti i contenuti di qualsiasi natura non saranno conservati, ma comunque il rischio è di far circolare ancora di più determinati materiali.

Il regolamento prevede infatti un controllo della messaggistica privata (escluse note vocali e audio di altra natura) e prenderà di mira i contenuti multimediali video e immagini. Secondo alcuni esperti l’attuale tecnologia non sarebbe però in grado di riconoscere la differenza tra un materiale pedopornografico e lo scambio di foto dei propri figli che fanno il bagnetto nella doccia di casa.

Controversie del regolamento ChatControl

Prima di tutto è bene sottolineare che il nuovo regolamento non è stato ancora approvato in via definitiva e che deputati di diversi partiti (anche di chi ha votato a favore) chiedono dei cambiamenti per mantenere intatta la privacy di milioni di cittadini.

La protezione dei bambini non è assicurata, dicono, ma sarà assicurato il libero accesso a informazioni, conversazioni e immagini private alle società che operano in rete. Secondo Matteo Navacci, esperto di privacy e co-fondatore del Privacy Network (come riportato da altri giornali online) afferma“ che le fotografie e video intimi di milioni di persone potranno essere acquisiti, conservati ed esaminati dai provider di servizi e dai loro dipendenti”.

Questo per ben tre anni, nei quali il Parlamento sarebbe chiamato a regolarizzare il nuovo regolamento in favore di una maggiore privacy e in merito a una forma più adatta di controllo sullo scambio di materiale pedopornografico.

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