Nel mondo degli investimenti, Ray Dalio è una vera e propria istituzione. Quando parla lui, tutti ascoltano. Si tratta di uno dei più famosi investitori al mondo, fondatore di Bridgewater Associates, il più grande hedge fund di tutti i tempi, noto per la sua profonda visione dei cicli economici, del debito, e dell’inflazione, nonché per il suo libro “Principles”, in cui illustra il suo metodo decisionale.
Solo poche settimane fa, Dalio ha rilasciato un’intervista a David Rubenstein nel programma “The David Rubenstein Show: Peer to Peer Conversations”, che molti hanno definito illuminante.
Volendo riassumere il messaggio chiave, Dalio sostiene che l’economia stia attraversando una fase particolarmente complessa e che la classe media sia quella più esposta ai rischi. Per questo invita a non speculare né inseguire rendimenti elevati, ma a privilegiare investimenti prudenti, capaci di proteggere il potere d’acquisto.
In particolare, spiega Dalio, la classe media dovrebbe orientarsi verso uno strumento finanziario ben preciso: inflation-linked bonds. Uno strumento che noi italiani conosciamo molto bene e per il quale, tra l’altro, è atteso un nuovo collocamento nel 2026. Da noi infatti, questi titoli sono (quasi) sinonimo di BTP Italia. Vediamo quindi di cosa si tratta e perché possono avere senso in questo contesto.
Ray Dalio e l’attuale situazione economica
Dalio ha una visione molto chiara dell’attuale contesto macroeconomico globale: molte grandi economie, in particolare quella statunitense, convivono con livelli di debito pubblico estremamente elevati e prospettive di crescita deboli. Questa combinazione esercita una forte pressione su inflazione, tassi d’interesse e stabilità dei mercati finanziari.
I governi saranno costretti a rifinanziare deficit sempre più ampi, con il rischio concreto di una progressiva perdita di valore delle valute. Il quadro che ne emerge, spiega Dalio, ricorda per diversi aspetti quello degli anni Settanta: debito elevato, margini di manovra limitati per le politiche monetarie e fiscali, e una crescente sfiducia nel valore reale della moneta.
In un contesto simile, gli strumenti di investimento tradizionali (azioni e obbligazioni) rischiano di generare rendimenti incapaci di compensare l’erosione causata dall’inflazione. Proprio per questo Dalio ha rivolto un consiglio molto concreto a chi appartiene alla classe media e cerca una soluzione più prudente e realistica: puntare sui TIPS (Treasury Inflation-Protected Securities), ossia obbligazioni che nascono per proteggere il capitale dall’aumento dei prezzi.
Come la classe media può investire secondo Ray Dalio
La priorità per chi non dispone di grandi capitali dovrebbe sempre essere la protezione e il mantenimento del potere d’acquisto piuttosto che rincorrere rendimenti elevati attraverso speculazioni rischiose.
Ed è proprio qui che entrano in gioco le obbligazioni indicizzate all’inflazione, perché sono gli unici strumenti in grado di garantire un rendimento reale positivo. Questi titoli funzionano producendo rendimenti che si adattano all’inflazione: hanno infatti una cedola fissa “reale” e un adeguamento del capitale legato all’andamento dei prezzi.
Facciamo un esempio: immaginiamo di investire 10.000 euro in un TIPS con una cedola reale del 2%. Se nel corso dell’anno l’inflazione fosse del 3%, il capitale iniziale verrebbe automaticamente rivalutato per tenere conto dell’aumento dei prezzi, arrivando a 10.300 euro. La cedola del 2% viene poi calcolata su questo nuovo importo, quindi l’investitore riceverebbe 206 euro di interessi. Alla fine dell’anno, quindi, il capitale più la cedola rifletterebbe sia l’inflazione sia il rendimento reale garantito, mantenendo così intatto il potere d’acquisto dei risparmi.
Al contrario, il rendimento di un’obbligazione tradizionale a cedola fissa rimane nominalmente 2% ma il valore reale del capitale e degli interessi scende se l’inflazione aumenta.
In altre parole, nei TIPS il rendimento reale rimane costante, mentre quello nominale varia con l’inflazione. Con le obbligazioni tradizionali a cedola fissa accade esattamente il contrario: il rendimento nominale resta costante, ma il rendimento reale varia in base all’inflazione.
In Italia esistono strumenti simili ai TIPS statunitensi, come gli ormai noti BTP Italia: obbligazioni indicizzate all’inflazione nazionale pensate per proteggere i risparmi dall’aumento dei prezzi.
Questi titoli rappresentano una soluzione concreta e prudente per chi desidera investire senza esporsi a rischi eccessivi. Tra l’altro, il MEF ha annunciato che nel 2026 è previsto un nuovo collocamento.
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