Nuovo Patto del Nazareno o voglia di rompere con la Lega: perché FI ha bocciato Foa?

Come previsto Forza Italia non ha reso possibile la nomina di Marcello Foa a presidente della Rai: quali sono i piani politici di Silvio Berlusconi?

Nuovo Patto del Nazareno o voglia di rompere con la Lega: perché FI ha bocciato Foa?

Tutto da rifare per la nomina del presidente della Rai. In commissione Vigilanza, il candidato proposto dalla maggioranza Marcello Foa non ha ottenuto infatti i 27 voti necessari per ottenere il via libera.

Decisiva è stata la non partecipazione al voto di Forza Italia, che si è sommata a quella del Partito Democratico e di Liberi e Uguali, con gli azzurri che già nei giorni scorsi avevano annunciato il loro parere contrario.

Una situazione questa che torna ad agitare le acque in casa centrodestra: tra voci di un ritorno del Patto del Nazareno e di una possibile rottura con la Lega, qual è la strategia di Silvio Berlusconi?

Sulla Rai si spacca il centrodestra

Come si è capito dalle dichiarazioni degli ultimi giorni, in tutta questa partita che si sta giocando in merito alla presidenza della Rai, quello che in teoria sarebbe il protagonista ovvero Marcello Foa è forse quello che c’entra meno.

Tolti PD e LeU che contestano la figura del giornalista in quanto non considerata di garanzia, Forza Italia non ha mai posto veti sulla persona (Foa è stato a lungo caporedattore esteri de Il Giornale della famiglia Berlusconi) ma non ha gradito il metodo con cui è stato indicato.

Le telecomunicazioni sono un argomento che sta particolarmente a cuore a Silvio Berlusconi, quindi il fatto che la Lega abbia deciso di proporre Foa senza fare prima neanche una telefonata ha irritato molto l’ex premier.

A questo punto Forza Italia si è trovata davanti a un bivio: o votava Foa sancendo in pratica una sua subordinazione passiva verso il carroccio, oppure si poteva mettere di traverso per far capire all’alleato che questo modus operandi non era ammissibile.

Alla fine gli azzurri hanno scelto la seconda opzione, non partecipando al voto in commissione Vigilanza e di fatto impedendo che Marcello Foa fosse nominato nuovo presidente della Rai.

La partita di Berlusconi

Anche se gli ultimi sondaggi indicano una crescita di Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi dopo essere uscito ridimensionato alle urne lo scorso 4 marzo sarebbe ormai anche sotto il 10%, a distanza abissale da una Lega che invece viene attestata attorno al 30%.

Dopo che l’ex premier ha creato il centrodestra guidandolo per oltre vent’anni, al momento è Matteo Salvini a dirigere una coalizione che, sebbene sia divisa in Parlamento, al momento governa coesa in diverse Regioni e in tanti comuni.

Adesso che Berlusconi è di nuovo candidabile, il leader di Forza Italia da tempo sta studiando il modo migliore per tornare a essere protagonista nello scenario politico del paese dopo essere finito in secondo piano rispetto ai vari Salvini, Di Maio e Renzi.

Il fatto che sia Forza Italia che PD non abbiano votato Marcello Foa per alcuni è stato un segno di un ritorno del Patto del Nazareno. In verità questo è molto improbabile, visto che i due partiti sono stati spinti da motivazioni ben differenti.

Il Partito Democratico infatti avrebbe votato a prescindere contro Foa, mentre gli azzurri non avrebbero fatto problemi se solo la Lega si fosse consultata prima con loro. Quindi questa medesima opposizione si può dire che sia più casuale che studiata a tavolino.

Più probabile invece che Berlusconi abbia voluto mandare un chiaro segnale a Salvini, tanto che le ultime dichiarazioni della Lega sono state molto più morbide rispetto ai giorni scorsi con il risultato che si parla di un Foa che sarebbe ancora in corsa per la presidenza della Rai.

Il carroccio al momento viene dato come primo partito del paese e governa assieme al Movimento 5 Stelle (insieme i sondaggi li danno al 60%), ma andare a un muro contro muro o addirittura rompere con Forza Italia non è conveniente visto il comunque grande potere mediatico di Berlusconi.

Con ogni probabilità quindi lo strappo nel centrodestra si ricucirà anche questa volta: Salvini e Berlusconi non si sopportano a vicenda, ma per una separazione ancora non sembrerebbero essere maturi i tempi.

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