Partite Iva: ecco cosa cambia con la nuova riforma del lavoro

Daniele Sforza

06/06/2012

Partite Iva: ecco cosa cambia con la nuova riforma del lavoro

Con la riforma del lavoro, si registrano anche alcune novità riguardo alle partite Iva. Lo scopo principale è quello di distinguere le partite Iva vere da quelle «fasulle»: leggasi queste ultime come quei rapporti professionali «subordinati» in realtà mascherati da «indipendenti». La finalità è quella di smascherare tali collaborazioni, impedire i «raggiri» e, laddove possibile, far scattare l’assunzione, in favore di una maggiore equità, come afferma il Governo, per i lavoratori.

Le novità sulle partite Iva

Cosa cambia dunque nel mondo delle partite Iva? Considerando che solo nello scorso marzo sono state aperte ben 62.284 partite Iva (+12,4% rispetto a febbraio e +7,4% rispetto a marzo 2011), saranno davvero in molti a domandarsi cosa muta ora nel campo sempre più sterminato dei titolari di partita Iva. Le novità, invero, sono poche e piuttosto semplici, andiamo a elencarle:

Le prestazioni professionali praticate dai titolari di partita Iva verranno considerate subordinate se sussistono 2 delle seguenti condizioni:

- la collaborazione dura più di 8 mesi nell’arco di un anno;

- il corrispettivo che deriva dalla collaborazione supera l’80% del reddito complessivo del collaboratore nell’arco dell’anno;

- il collaboratore dispone di una postazione fissa presso la sede del committente.

Per ciò che concerne i parametri per i quali non vi è obbligo di assunzione, il titolare di partita Iva dovrà rispettare le seguenti condizioni:

- svolgere prestazioni professionali connotate da competenze tecniche di grado elevato acquisite attraverso percorsi formativi o da capacità tecnico-pratiche maturate durante rilevanti esperienze svolte nell’esercizio dell’attività;

- avere un reddito annuo da lavoratore autonomo che superi i 18.000 euro;

essere iscritto ad un albo, a un ordine professionale, a un elenco o a un registro, a patto che l’attività professionale da lui svolta corrisponda a quella relativa alla propria iscrizione all’albo.

Le nuove regole partiranno dall’entrata in vigore della Riforma, per ciò che concerne le nuove partite Iva, mentre per quanto riguarda i rapporti professionali attualmente in corso è prevista una fase di transizione della durata di un anno, al fine di concedere ai committenti e ai lavoratori il tempo necessario per adeguarsi e abituarsi alle nuove regole.