Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio: quando è obbligatoria? Chiarimenti e servizio utile per scoprirlo.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Tra gli adempimenti che deve assolvere chi apre la Partita IVA figura anche l’iscrizione in Camera di Commercio. Tuttavia, non sempre ciò è necessario; ci sono delle tipologie di attività, infatti, per le quali non è richiesta l’iscrizione in Camera di Commercio.
Prima di capire chi deve iscriversi e chi invece può risparmiarsi quest’onere, è bene fare chiarezza su un concetto: quando si parla di “iscrizione in Camera di Commercio” si fa riferimento al Registro delle Imprese.
Questo, istituito appunto in ogni Camera di Commercio, è sotto la vigilanza di un Giudice (delegato dal Presidente del Tribunale del capoluogo di provincia) e retto da un Conservatore al quale viene affidato il compito di assicurarne la corretta tenuta in base a quelle che sono le disposizioni in materia e alle decisioni del Giudice del Registro.
Volendo semplificare possiamo dire che questo rappresenta l’anagrafe delle imprese: nel Registro, infatti, sono indicati tutti i dati dell’impresa - quale ad esempio costituzione, modifica, cessazione - con sede o unità locale sul territorio provinciale. I dati sono molto utili perché forniscono un quadro essenziale della situazione giuridica dell’impresa, oltre a rappresentare un archivio utile per l’elaborazione di indicatori di sviluppo economico ed imprenditoriale.
A questo punto bisogna capire quali sono i lavoratori autonomi tenuti ad iscriversi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, affrontando un costo variabile tra i 250,00€ e i 300,00€ - per la prima iscrizione - e tra i 60,00€ e i 110,00€ ogni anno (Diritto Camerale Annuale).
Chi deve iscriversi alla Camera di Commercio
Al Registro delle imprese devono iscriversi tutti gli imprenditori che svolgono una delle seguenti attività:
- produzione di beni e servizi;
- intermediazione nella circolazione dei beni;
- attività di trasporto di cose e di persone per terra per acqua e per cielo;
- attività bancaria ed assicurativa;
- attività ausiliaria delle precedenti (agenzia, mediazione, ecc.);
- attività agricola (per questa attività l’iscrizione è facoltativa al di sotto di un determinato volume d’affari).
L’iscrizione, quindi, vale solamente per coloro che non esercitano l’attività da lavoro autonomo in forma di impresa; di conseguenza, i liberi professionisti - non essendo degli imprenditori - non devono farlo. Questi, quindi, non devono iscriversi alla Camera di Commercio; per dare avvio all’attività è sufficiente aprire la Partita IVA ed iscriversi all’albo e alla cassa professionale (qualora questa non sia esistente il libero professionista deve iscriversi alla Gestione Separata Inps).
È bene chiarire, inoltre, che anche se il Registro delle Imprese è unico si articola in due differenti sezioni, quella ordinaria e la speciale. Nel dettaglio, alla prima devono iscriversi:
- gli imprenditori che esercitano un’attività industriale finalizzata alla produzione di beni e servizi, un’attività intermediaria nella circolazione dei beni, un’attività di trasporto, un’attività bancaria o assicurativa o altre attività ausiliarie a quelle descritte (l’elenco non è esaustivo);
- i consorzi con attività esterna, cioè quelli che hanno istituito un ufficio destinato a svolgere un’attività con i terzi e le società consortili;
- i gruppi europei di interesse economico;
- G.E.I.E. (di cui al D.Lgs. n.240 del 1991);
- gli enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un’attività commerciale (di cui all’art. 2201 c.c.);
- le Aziende Speciali degli enti locali;
- le società estere aventi sedi secondarie in Italia;
- le società commerciali e le società cooperative.
- Alla sezione speciale, invece, devono iscriversi:
- imprenditori agricoli che svolgono un’attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura, di allevamento di animali e attività connesse;
- i piccoli imprenditori, cioè i coltivatori diretti, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia;
- le società semplici;
- società tra avvocati;
- le imprese artigiane (che vengono solamente annotate).
Chi deve iscriversi alla Camera di Commercio: il servizio di Infocamere
Se state avviando un’attività come lavoratore autonomo e volete sapere se dovete iscrivervi (o anche se potete farlo) alla Camera di Commercio potete utilizzare il servizio apposito realizzato da UnionCamere (disponibile cliccando qui).
Il servizio “Ateco” è molto semplice da utilizzare: basta inserire il Codice Ateco della Partita Iva con il quale si dà avvio all’attività e il Comune nel quale si esercita.
A questo punto selezionate il tipo di attività collegate a quel codice Ateco per consultare la normativa associata così da consultare tutti gli adempimenti necessari per l’esercizio dell’attività. È qui che riceverete una risposta alla vostra domanda, così da capire se dovete o meno iscrivervi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.