Osservatorio Btp, i 3 motivi che stanno spingendo in alto i rendimenti

Lorenzo Raffo

5 Marzo 2025 - 14:15

Tre cause alla base di un movimento violento, con yield al 3,7%. Di cui uno potrebbe rientrare entro sera. Ecco cosa sorvegliare per valutare le possibili evoluzioni future.

Osservatorio Btp, i 3 motivi che stanno spingendo in alto i rendimenti

Un vero e proprio balzo all’insù dei rendimenti e quindi all’ingiù delle quotazioni.

Fare previsioni è ormai quasi impossibile per i Btp, anche se cercheremo di fornire alcune indicazioni tecniche utili in merito.

Cosa determina tanta volatilità

Tre i fattori destabilizzanti:

- I timori che i dazi voluti dal Presidente degli Usa causino nuova inflazione. Sono giustificati ma devono trovare conferme nella realtà delle decisioni reali di Trump. La reazione decisamente negativa di Wall Street potrebbe modificarne la portata.

- La notizia che la Germania vuole effettuare (a debito) investimenti per centinaia di miliardi di euro per rafforzare difesa ed economia. Il tutto vorrà dire impatti non certo positivi per i titoli di Stato tedeschi e in effetti il balzo degli yield italiani trova riscontro - anzi propellente - in quelli di Berlino e dintorni. Violento infatti il contraccolpo dei Bund, con il decennale salito quasi al 2,7%, ovvero sui livelli di maggio 2024.

- Le scadenze tecniche oggi dei future relativi ai titoli di Stato europei. Ne consegue sempre una volatilità, che di solito comporta una normalizzazione prima della chiusura della seduta. Eccolo allora un segnale da monitorare. Se entro questa sera buona parte del movimento sarà stato riassorbito non ci sarà da preoccuparsi. In caso opposto ci sarà da impensierirsi.

Il future da seguire

Altro strumento da controllare – oltre all’andamento del rendimento del decennale – è il future sulle scadenze corte dei Btp. Si caratterizza per movimenti meno rilevanti rispetto al collega sulle scadenze lunghe ma è più sensibile agli umori dei mercati. Oggi ha aperto la seduta a 107,45, di fatto quasi a contatto con l’importante resistenza dei 107,6. Ha un po’ rallentato rispetto alle ultime sedute ma non ha invertito un trend rialzista in corso dal 20 febbraio. Proprio questo fatto fa pensare che il cosiddetto rollover dei future incida sulla debolezza dell’apertura odierna.

Un’altra conferma: si va lungo

Mentre nei giorni scorsi sia su Borsa Italiana sia sulle piattaforme utilizzate dagli istituzionali si registravano acquisti di Btp e Bund corti come scadenza, nelle ultime ore si è registrata un’inversione a favore delle vite residue lunghe. Il che manifesta una buona propensione al rischio, in altre parole a “duration” elevate. È vero che le vendite hanno avuto il sopravvento ma ciò sta avvenendo in un contesto non a favore di switch su governativi a 2-5 anni.

Perfino nella pessima seduta di ieri da vero e proprio selloff per l’azionario, non ci si è rifugiati sui titoli obbligazionari corti, segnale che malgrado tutto il lungo piace. Certamente quanto uscirà dal meeting della Bce di domani sarà decisivo per le evoluzioni dei governativi europei. Si punta a un taglio di 25 pb dei tassi ma c’è una minoranza che spera addirittura in una decurtazione di 50 pb.

Situazione quindi in piena evoluzione per Btp e compagni, con un occhio rivolto sempre naturalmente ai dati sull’inflazione. Appuntamento allora ai primi giorni di aprile per conoscere le evoluzioni di un mese che si annuncia cruciale: quello di febbraio. Anche da qui derivano le tante incertezze in corso.

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