Ieri l’Euro/Dollaro ha formato un nuovo minimo annuale a 1,2111. Tuttavia, dopo la negatività di inizio seduta, qualcosa è cambiato sui mercati finanziari e all’improvviso si è manifestato un forte appetito per il rischio che ha portato al gran recupero delle Borse europee. Nel finale, però, negli States avvenivano comunque chiusure molto negative con l’S&P500 addirittura in calo dell’1,7%. Il nervosismo è tornato anche a causa delle dimissioni del Primo ministro giapponese Hatoyama che in realtà erano nell’aria. Oggi, complice la festività del 2 giugno, sarà facile assistere a volumi al di sotto della media stagionale per cui è rimandato tutte a questo week-end che potrebbe essere movimentato dai dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti. Passando a un quadro tecnico, l’Euro/Dollaro continua a essere respinto nei suoi movimenti correttivi dai minimi di periodo e anche questa volta la sua ascesa è stata arrestata dalla trendline ribassista (che funge da resistenza dinamica) presente sul grafico a 4 ore. Tuttavia, sembra chiaro che area 1,21 può diventare una zona interessante per tentare qualche long a basso rischio (sempre per target contenuti, compresi tra 1,23 e 1,24), quantomeno nel breve periodo. Nel medio termine, invece, resta sempre plausibile l’ipotesi di vedere questo cambio in area 1,15. Per quanto riguarda le altre currency, c’è da rimarcare il ritorno di fiamma della Sterlina che contro le Majors sta avendo un buon andamento nel breve periodo (il Cable è tornato in area 1,4750, mentre l’Euro/Sterlina sotto 0,83).
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