Nuovi target price per le banche italiane. La classifica dei titoli più redditizi nel 2025

Laura Naka Antonelli

03/12/2024

La classifica delle azioni delle banche italiane con maggiori upside di rialzo a Piazza Affari.

Nuovi target price per le banche italiane. La classifica dei titoli più redditizi nel 2025

Banche italiane grandi protagoniste in questo 2024 di Piazza Affari, con utili e dividendi ancora da sogno che hanno fatto guadagnare chi ha deciso di fare shopping delle loro azioni. Azioni che, a quanto pare, continueranno a fare la gioia degli investitori.

Lo dicono i recenti target price (i livelli dei prezzi che verranno raggiunti, secondo gli analisti) che sono stati snocciolati di recente e sulla base dei quali Money.it ha stilato una tabella, ipotizzando i guadagni che i risparmiatori potrebbero incassare, investendo 1.000 euro in alcuni titoli del settore.

Basta guardare numeri e grafici per rendersi conto dei ghiotti guadagni che le azioni hanno assicurato a chi ha deciso di inserirle nel proprio portafoglio di investimenti. E la grande notizia, per chi si sta chiedendo se sia arrivato il momento di battere cassa o di aspettare ancora, così come anche per chi non ha ancora scommesso sul comparto bancario, è che la pacchia non è finita.

La tabella calcola il margine di guadagno di queste azioni nel corso del 2025, il cosiddetto upside dei titoli, rispetto ai valori attuali di Borsa. Ne emerge che alcune azioni assicureranno guadagni decisamente importanti.

Banche italiane: gli upside stimati da oggi fino alla fine del 2025 per le azioni

L’analisi di Money.it è partita dallo scenario di base che è stato presentato dagli analisti di Jefferies, dunque dalle previsioni su cosa faranno nel complesso le azioni delle banche italiane nel 2025.

Nome banca Rating Prezzo (al 3/12/2024) Target Price Upside stimato
UniCredit (UCG) Buy €37,70 €49 +30%
BPER (BPE) Buy €5,80 €7,30 +26%
Intesa SanPaolo (ISPI) Buy €3,70 €4,40 +19%
Credito Emiliano Hold €10,25 €11,50 +12%
Popolare di Sondrio (BPSI) Hold €7,50 €8 +6,6%
Banco BPM (BAMI) Hold €7,25 €7,30 +0,7%

Jefferies ha risposto al seguente interrogativo che sta assillando da un po’ gli investitori: quali saranno le banche italiane che riusciranno a fare più faville a Piazza Affari, sfidando i tagli dei tassi che la BCE di Christine Lagarde, secondo le previsioni, continuerà ad annunciare?

Gli strategist hanno individuato i cavalli vincenti del comparto, annunciando i nuovi target price dei rispettivi titoli, ovvero indicando i valori che le azioni raggiungeranno nel 2025.

Esaminate le azioni delle banche italiane UniCredit, Intesa SanPaolo, Banco BPM, BPER Credem e Banca Popolare di Sondrio.

Prima grande notizia: le azioni delle banche italiane sono “Buy” oppure “Hold”, dunque sono da acquistare o mantenere in portafoglio.

Il consiglio, come si evince dalla tabella, è di acquistare nello specifico i titoli UniCredit, BPER e Intesa SanPaolo e di mantenere l’esposizione accumulata nelle altre banche italiane Banco BPM, Credem, Banco Popolare di Sondrio.

La tabella presenta anche l’upside stimato, ovvero il margine di guadagno che le azioni assicurano a chi le ha in portafoglio rispetto ai valori attuali, ovvero rispetto alla seduta di oggi, 3 dicembre 2024.

I guadagni a fine 2025 scommettendo oggi 1.000 euro

Money.it ha poi calcolato sia il valore a fine 2025 di un investimento lanciato oggi di 1000 euro sulle suddette azioni delle banche italiane, che il guadagno ottenuto. (valore finale dell’investimento - 1.000 euro di investimento iniziale.

Nome banca Somma investita Valore finale investimento 2025 Guadagno a fine 2025
UniCredit (UCG) €1.000 €1.300 €300
BPER (BPE) €1.000 €1.260 €260
Intesa SanPaolo (ISPI) €1.000 €1.190 €190
Credito Emiliano €1.000 €1.120 €120
Popolare di Sondrio (BPSI) €1.000 €1.066 €66
Banco BPM (BAMI) €1.000 €1.007 €7

Il risultato è che chi decidesse di investire oggi 1.000 euro su UniCredit, alla fine del 2025 - prendendo in considerazione il margine di rialzo messo in conto da Jefferies, pari a +30% - si ritroverebbe con un investimento valutato 1.300 euro.

Se poi decidesse di vendere, vedrebbe entrare in tasca 300 euro.

Guadagni consistenti arriverebbero anche puntando su BPER e Intesa SanPaolo, (pari rispettivamente a 260 e a 190 euro).

Potrebbe ritenersi soddisfatto anche chi decidesse oggi di puntare sul cavallo Credem-Credito Emiliano (120 euro).

Non brinderebbe invece molto chi scommettesse su Popolare di Sondrio (66 euro), così come ricaverebbe poco, appena 7 euro, chi facesse ricadere la propria scelta su Banco BPM.

Attenzione però a queste ultime azioni: Banco BPM rimane nel mirino di UniCredit, il che significa che non sono esclusi nuovi rally dei titoli di Piazza Meda.

Va ricordata inoltre la tassazione del Capital Gain, pari al 26%, che viene applicata alle azioni.

Quel guadagno indicato nella tabella è al lordo della tassa che il possessore delle azioni dovrà versare al fisco.

Perché gli analisti continuano a scommettere sulle azioni delle banche italiane

Tornando al report di Jefferies, gli analisti del colosso dell’investment banking made in USA hanno illustrato le ragioni della fiducia nei confronti delle banche italiane, in un momento in cui la domanda è su quanto gli NII (net interest income), ovvero i margini netti di interesse degli istituti soffriranno gli effetti della grande svolta di politica monetaria della Banca centrale europea, che sta continuando ad allentare la restrizione monetaria che ha lanciato nel 2022 e nel 2023 per sfiammare l’inflazione.

Le trimestrali pubblicate fino a oggi hanno messo in evidenza l’elevata redditività del comparto, che ha mostrato grande resilienza di fronte ai primi tagli dei tassi annunciati dalla BCE.

Le sfide tuttavia non mancano, in un momento in cui qualche colomba presente nel Consiglio direttivo dell’Eurotower non esclude neanche la necessità, vista l’erosione del PIL dell’area euro, che i tassi debbano essere portati non solo in un territorio neutrale, ma in territorio espansivo: una mossa del genere deprimerebbe ulteriormente gli NII delle banche italiane, e dunque i loro livelli di redditività.

Nessuna paura, tuttavia, secondo la divisione di ricerca di Jefferies: sebbene i margini netti di interesse delle banche italiane siano destinati a scendere nel 2025, un sostegno alla redditività arriverà dalla crescita delle commissioni, che riuscirà più che a compensare l’impatto negativo dei tassi della BCE più bassi.

Jefferies ha inoltre confermato, in un momento in cui Piazza Affari monitora attentamente il dossier dell’OPS (Offerta pubblica di scambio) lanciata da UniCredit su Banco BPM, che proprio il risiko delle banche italiane, ovvero il presentarsi di operazioni di M&A (mergers and acquisitions) tra i vari istituti si confermerà uno dei temi chiave per il settore, nel corso del 2025.

Le attese sono positive in particolare per il trend del ROTE, che dovrebbe essere supportato proprio dall’imminente fase di consolidamento in arrivo nel comparto.

Jefferies scommette su UniCredit

In evidenza la nota di Jefferies su UniCredit, la banca italiana guidata dal CEO Andrea Orcel, grande protagonista di questi giorni per il blitz lanciato su Banco BPM: secondo Jefferies, l’istituto dispone di cuscinetti di capitale importanti, che gli assicurano una rete di protezione in una fase di rallentamento dell’economia.

Piazza Gae Aulenti vanta anche la fiducia degli investitori nei suoi dividendi. Per questo motivo, così come sulla flessibilità nelle operazioni di M&A su cui UniCredit può contare, gli esperti di Jefferies hanno scritto che le sue azioni sono soggette a continue fasi di re-rating.

Non per niente gli analisti hanno rivisto al rialzo il target price sul titolo dai precedenti 47 euro a quota 49 euro: un upgrade che implica un upside delle azioni superiore al 30% rispetto ai livelli attuali.

Jefferies ha invece rivisto al ribasso il rating (da Buy a Hold) e il target price delle azioni Credem-Credito Emiliano, affermando che si tratta di titoli che sono valutati “nel modo giusto” a Piazza Affari, citando sia l’assenza di fattori di catalizzazione nel breve termine che le valutazioni più elevate rispetto alle altre banche rivali.

Detto questo, dalle tabelle si nota come chi decidesse di posizionarsi su Credem otterrebbe alla fine del 2025 un guadagno di 120 euro, con un investimento iniziale di 1000 euro.

Al di là dei rating buy riconosciuti a Intesa SanPaolo, UniCredit e a BPER, e alle valutazioni invece hold affibbiate ai titoli Credem, Banco BPM, Popolare di Sondrio, così come ai rispettivi target price, vale la pena individuare gli upside, ovvero i margini di rialzo, che gli analisti di Jefferies hanno stimato per tutte le azioni, rispetto ai valori attuali (riassunti nella prima tabella di Money.it).

  • Regina di Piazza Affari in base a questo parametro si è rivelata UniCredit, le cui azioni, rispetto ai valori attuali, e sulla base del target price sfornato da Jefferies, presentano un upside del 30% circa.
  • Upside consistenti sono stati stimati dagli analisti anche per BPER e UniCredit, così come rimane elevato il margine di crescita previsto per Credem, nonostante la revisione al ribasso del target price dai precedenti 11,90 all’attuale 11,25, e a dispetto del downgrade, anche, del rating, che è stato tagliato da Buy a Hold.
  • Scarso è invece lo spazio di manovra riconosciuto alla preda di UniCredit Banco BPM, nel corso del 2025: il rialzo atteso è di appena lo 0,7%.