Nuovi aiuti di Stato alle imprese approvati da UE: importi e requisiti

Felice Bianchini

6 Settembre 2021 - 16:28

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La lista dei più recenti aiuti per l’Italia dopo il via libera della Commissione europea con indicazioni, limiti e requisiti.

Nuovi aiuti di Stato alle imprese approvati da UE: importi e requisiti

La Commissione europea dà il via libera a nuovi aiuti di Stato alle imprese. L’Italia spicca tra gli Stati in difficoltà, come uno di quelli che hanno sofferto di più, tanto da spingere importanti componenti della Commissione a dichiarare una sorta di nuovo «whatever it takes», per tirarla fuori dai guai.

Aiuti di Stato dall’UE all’Italia: gli importi

L’art.107 TFUE non consente gli aiuti di Stato, se non per eventi eccezionali, come la pandemia in corso. Alla lista degli aiuti, tra il 5 luglio e il 20 agosto, sono stati aggiunti altri 10 regimi per sostenere l’economia italiana, ossia un ammontare di risorse che il governo italiano può usare per finanziare misure per il settore destinatario. I 10 regimi più recenti sono:

  • 39,7 milioni per Alitalia sotto forma di sovvenzione diretta, per compensare le perdite subite su rotte specifiche tra il 1 marzo e il 30 aprile 2021;
  • 2,5 miliardi per autonomi e operatori sanitari, sotto forma di esenzioni parziali dai contributi previdenziali;
  • 878 milioni per favorire l’inserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro, sotto forma di esenzioni dal pagamento dei contributi previdenziali (fino a 3000 euro per lavoratore assunto);
  • 868 milioni per ridurre il costo del lavoro degli operatori del turismo sotto forma di esenzioni dai contributi previdenziali;
  • 800 milioni per aeroporti e operatori di assistenza a terra in sovvenzioni dirette, prestiti e anticipi rimborsabili;
  • 430 milioni in sovvenzioni dirette per gli operatori degli impianti di risalita;
  • 43 milioni per le imprese del settore sportivo, sotto forma di prestiti garantiti, tassi agevolati e sovvenzioni per le imprese esenti da premi di garanzia;
  • 10 milioni per le imprese di tutti i settori - tranne quello finanziario - che operano nei centri storici dei comuni;
  • 10 milioni, sotto forma di credito di imposta, per gli operatori del teatro e dello spettacolo.
  • 520 milioni di sovvenzioni dirette per le imprese del settore delle fiere e dei congressi - e i loro fornitori.

I requisiti per le imprese

Ogni impresa può ricevere aiuti fino a 1,8 milioni, che possono essere concessi entro e non oltre il 31 dicembre 2021. Non possono beneficiarne imprese già in difficoltà al 31 dicembre 2019, fatta eccezione per le micro o piccole imprese, purché non abbiano a carico processi per insolvenza e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione.

Modalità di erogazioni degli aiuti di Stato alle imprese

Gli aiuti possono essere erogati in più forme. Innanzitutto come differimento delle imposte e/o dei contributi previdenziali, considerati compatibili con l’art.107, nella misura in cui non favoriscono solo alcune imprese. L’importante è che la scadenza del differimento non venga fissata oltre il 31 dicembre 2022.
Poi come garanzie pubbliche sui prestiti, a patto che non superino: il doppio della spesa per i salari del 2019 - o per l’ultimo anno disponibile; o il 25% del fatturato relativo al 2019. La garanzia non deve superare i 6 anni di durata e vale per i prestiti finalizzati sia agli investimenti che al capitale di esercizio.

In alternativa, ci si può finanziare con prestiti pubblici sfruttando tassi d’interesse agevolati, a patto che i contratti vengano firmati entro e non oltre il 31 dicembre 2021, con durata massima di 6 anni. L’ammontare dei prestiti non deve superare il doppio della spesa per i salari del 2019 - o per l’ultimo anno disponibile. Per le imprese nate dopo il 1° gennaio 2019 il prestito non può superare il doppio della spesa per salari prevista per i primi due anni di attività, o il 25% del fatturato nel 2019. Sono ammessi sia prestiti per gli investimenti, sia per il capitale di esercizio. Le garanzie e i prestiti possono essere forniti attraverso intermediari finanziari. Per la Commissione gli intermediari dovrebbero trasferire ai beneficiari i vantaggi della garanzia pubblica o dei tassi di interesse agevolati. L’importante è ricordare che, se si sfruttano i tassi di interesse agevolati, non si possono sfruttare anche le garanzie - e viceversa.

Un’altra agevolazione sono gli aiuti agli investimenti per le infrastrutture di prova e upscaling, o per la produrre beni inerenti al COVID-19, garantita in termini di sovvenzioni, fiscalità agevolata o anticipi rimborsabili prima del 31 dicembre 2021. Il progetto d’investimento deve essere completato entro sei mesi. Un progetto è considerato completato quando accertato dalle autorità. Ogni mese di ritardo costa il 25% dell’importo, a meno che non si tratti di cause al di fuori della portata del beneficiario. La puntualità viene premiata con la trasformazione degli anticipi rimborsabili in sovvenzioni.

Poi ci sono le sovvenzioni per il pagamento dei salari, a patto che: evitino i licenziamenti e garantiscano la prosecuzione delle attività dei lavoratori autonomi e non superino l’80% della retribuzione mensile lorda (l’80% del reddito mensile medio nel caso di lavoratore autonomo). Possono essere combinate con altre misure di sostegno all’occupazione e con i differimenti delle imposte e dei pagamenti dei contributi previdenziali.

Infine, in mancanza di alternative, si può anche far ricorso a una partecipazione statale nel capitale aziendale, a patto che vi sia un impegno da parte dello Stato a rivendere, o a incentivare il beneficiario al riacquisto.

Entro il 31 dicembre 2021 gli Stati membri dovranno fornire alla Commissione un elenco delle misure da adottare, alla luce dei regimi stabiliti. Ora la palla passa all’Italia.

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