Nucleare tra le fonti green: la decisione dell’Unione Europea

2 Gennaio 2022 - 11:59

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Nucleare e gas tra le fonti green. Sembra essere questa la decisione di Bruxelles, come emerge dalla bozza della tassonomia verde. Eppure su questa decisione l’UE si divide. Ecco cosa sta accadendo.

Nucleare tra le fonti green: la decisione dell'Unione Europea

Via libera al nucleare e al gas come fonti green, utili per la transizione ecologica. È questo ciò che emerge dalla bozza della tassonomia che Bruxelles si accinge a sottoporre all’attenzione dei Governi e del Parlamento europeo. Una scelta che divide l’UE. La Francia continua il suo lavoro di pressione per l’inclusione dell’atomo, scettica invece la Germania che avvia lo spegnimento di tre centrali, dando l’addio definitivo all’energia nucleare.

Nucleare e gas tra le fonti green: la decisione di Bruxelles

Il lavoro di pressione della Francia paga. Alla fine il nucleare sarà incluso tra le fonti green indicate dalla Commissione UE, e per questo meritevole di ricevere un sostegno economico per ridurre le emissioni di CO2.

A presentare in anticipo la bozza della tassonomia di Bruxelles è stato il Financial Times. Una decisione che non desta troppo stupore, d’altronde era stata più volte rinviata, e preannunciata da diversi esponenti della Commissione durante le scorse settimane. Ora però sembra che sia ufficiale.

Nucleare come fonte green: l’UE si divide

Nucleare e gas tra fonti green. Da mesi Bruxelles è oggetto di pressioni sia da parte dei Paesi che adoperano l’atomo, sia da quelli che lo stanno abbandonando. Tra i Paesi a trarne beneficio in primis si trova la Francia, che dal nucleare ottiene circa il 70% dell’energia. Il Paese di Macron si trova a dover far fronte a un ingente programma di ammodernamento e manutenzione degli impianti, per garantirne la sicurezza: un piano che costerà almeno 50 miliardi di euro, stando a quanto riportato dall’Edf (Électricité de France).

Berlino rimane invece scettica, dando avvio al programma di spegnimento delle sue 6 centrali. Fino a oggi sono stati chiusi definitivamente tre impianti, uno a Schleswig-Holstein, un secondo in Bassa Sassonia e il terzo in Baviera. L’impianto di Grondhe (Bassa Sassonia) era in funzione da 36 anni e produceva circa 410 miliardi di chilowatt/ora, più di qualsiasi altra al mondo. Gli ultimi tre impianti in funzione si trovano in Baviera, Baden-Wuerttemberg e Bassa Sassonia.

Oltre al nucleare ritroviamo nella tassonomia verde anche il gas. A trarne vantaggio in questo caso è l’Italia, grande utilizzatrice di questo combustibile fossile. A questa notizia non poteva di certo rimanere fermo il leader della Lega, Matteo Salvini, che si è detto pronto con il suo partito a raccogliere le firme per un referendum.

Nucleare e gas come fonti green: quali sono i rischi?

I rischi del gas dal punto vista ambientale sono ben noti: inquinante minore rispetto al carbone e al petrolio, è comunque fonte di emissioni di CO2.
I rischi del nucleare sono invece legati allo smaltimento delle scorie e agli eventuali malfunzionamenti delle centrali.

Nucleare e Gas come fonti green ma solo a certe condizioni

Sì al nucleare ma solo a certe condizioni. È questo ciò che emerge dalla bozza visionata dal Financial Times. Infatti nel documento sulla tassonomia è stato specificato che l’energia nucleare potrebbe essere considerata una fonte sostenibile, solo e soltanto se i Paesi siano in grado di smaltire in piena sicurezza i rifiuti tossici, non causando “nessun danno significativo all’ambiente”.

Solo a queste condizioni la costruzione di nuove centrali nucleari sarà considerata green almeno fino al 2045. Altre condizioni sono previsti anche per il gas: la CO2 emessa non dovrà superare i 270grammi per chilowatt. Inoltre gli investimenti sul gas saranno erogati solo se rimpiazzeranno petrolio e carbone. Questa è la bozza, adesso manca solo il via libera della Commissione europea e dal Parlamento UE.

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