Notte di San Silvestro: perché si festeggia e origini del Capodanno

Matteo Novelli

31 Dicembre 2020 - 12:13

31 Dicembre 2020 - 12:16

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Quali sono le origini del Capodanno e perché si festeggia la Notte di San Silvestro: ecco qual è la storia di Papa Silvestro I e da dove arriva la tradizione del veglione di fine anno.

Notte di San Silvestro: perché si festeggia e origini del Capodanno

È uno dei giorni più attesi dell’anno: la notte di San Silvestro, che cade il 31 dicembre, è da sempre il giorno prescelto per festeggiare l’annata appena trascorsa e celebrare l’arrivo del nuovo anno. Ma qual è l’origine del Capodanno e come si è formata la tradizione del veglione e della festa dedicata al primo giorno dell’anno nuovo (che varia di Paese in Paese)?

Ogni anno in tutto il mondo fervono i preparativi per la notte di San Silvestro: veglioni, serate, festeggiamenti si accavallano solitamente nella giornata del 31 dicembre. In questo 2020 caratterizzato dalla pandemia da COVID-19 e dalle restrizioni anche il Capodanno assume toni e colori diversi.

Nessun veglione e feste a tema in locali e discoteche: il dpcm di Conte impone un Capodanno mai così sobrio, sulla carta, riservato a pochi componenti. Ma, come sappiamo, non è sempre stato così: ecco cosa sappiamo sulle origini della notte di San Silvestro e perché si festeggia.

Capodanno 2021: le origini della notte di San Silvestro

Secondo il calendario dei Santi il 31 dicembre, ultimo dell’anno, è associato a San Silvestro: in tanti, visto anche la predominanza del santo nei festeggiamenti, potrebbero chiedersi il motivo per cui la fine dell’anno viene associata a questa figura.

San Silvestro, originalmente papa Silvestro I deceduto il 31 dicembre del 335, non è propriamente legato ai festeggiamenti di Capodanno. Le origini della cosiddetta Notte di San Silvestro sono infatti moderne e non legate all’antichità (dove per esempio le città italiane festeggiavano liberamente l’anno quando preferivano e senza un codice unico, variando la data a seconda della tradizione vigente in ogni città e Paese già a partire dal Seicento).

Il capodanno per come lo intendiamo oggi si lega alla tradizione romana di festeggiare la circoncisione di Gesù che, seguendo la tradizione ebraica, si sarebbe tenuta 8 giorni dopo la nascita del figlio di Dio (ovvero il 1 gennaio).

San Silvestro in realtà non è una figura particolarmente legata ai festeggiamenti dell’ultimo dell’anno se non per l’associazione alla data indicata sul calendario: definito il grande confessore e vissuto all’ombra di Costantino in un’epoca di trasformazione e cambiamento.

Silvestro I divenne famoso nei secoli successivi, e per gli storici contemporanei, a causa di documento falso denominato ‘Donazione di Costantino’: il testo riporta le generose concessioni territoriali alla chiesa detenuta da San Silvestro in cambio di una miracolosa guarigione dell’imperatore effettuata dal pontefice. Oggi sappiamo che si trattò di una beffa vera e propria, con dettagli anche elementari che evidenziano la fraudolenza del documento, ma che consolidò il potere della chiesa in ampi territori.

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