La corona norvegese continua a svalutarsi, dopo che la banca centrale di Oslo ha annunciato il taglio a sorpresa dei tassi all’1,25%. Pesa anche il crollo del petrolio
Quella odierna è una vera e propria disfatta per la corona norvegese, fino a qualche anno fa considerata una valuta pregiata e porto sicuro durante le fasi più turbolente dei mercati finanziari. La moneta di Oslo ha toccato il livello più basso da oltre 5 anni sull’euro e da quasi 6 anni sul dollaro, dopo che la Norges Bank ha deciso di tagliare i tassi di interesse di un quarto di punto all’1,25% dall’1,5%. La mossa della banca centrale norvegese ha spiazzato il mercato, visto che il consensus elaborato da Bloomberg prevedeva un nulla di fatto con il costo del denaro ancora invariato.
L’istituto monetario scandinavo non modificava i tassi da ben due anni. La decisione è costata cara alla corona norvegese, che ha accentuato la debolezza cronica mostrata nelle ultime settimane mettendo a segno un calo molto vistoso nell’intraday sia contro l’euro che nei confronti del biglietto verde. Il tasso di cambio EURNOK è salito fino a 9,07, il massimo più alto da agosto 2009. Negli ultimi tre mesi la corona norvegese ha perso il 10% del suo valore nel rapporto di cambio con la moneta unica. Negli ultimi due anni il cross euro/corona si è apprezzato addirittura del 23%.
Non cambia molto se si passa al tasso di cambio USDNOK, che stamattina si è spinto fino a 7,2870 ai massimi da inizio 2009. Il “Nokkie” ha guadagnato il 23% solo negli ultimi tre mesi, mentre se si allarga l’orizzonte temporale agli ultimi due anni la performance sale al 30%. La svalutazione della corona norvegese è stata accentuata di recente anche dal crollo dei prezzi del petrolio, scesi sui minimi a 5 anni in area 60$ al barile. La Norvegia è il principale produttore di greggio dell’Europa occidentale. Secondo la Norges Bank il tasso di crescita dell’economia scandinava rischia di rallentare molto nei prossimi mesi.
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