Nokia Oyj (NOK1V), un piano di ristrutturazione senza precedenti. Il colosso finlandese delle telecomunicazioni taglierà 3.500 posti di lavoro, chiuderà un fabbrica in Romania e inietterà 1 miliardo di euro, insieme a Siemens AG (SIE), - ciascuna per 500 milioni di euro - per rafforzare ulteriormente la posizione finanziaria della società e «porre le basi per la flessibilità strategica, la produttività e l’innovazione in settori come la banda larga mobile e i servizi correlati».
Con la chiusura, entro la fine dell’anno, dello stabilimento rumeno di Cluj, che ha iniziato la produzione solo nel 2008, saranno licenziate 2.200 persone. Gli altri 1.300 licenziamenti interesseranno Germania, Stati Uniti, Finlandia, Ungheria e Messico. L’azienda, in crisi per la conocorrenza spietata nel settore delle tlc, intende dunque riorganizzare la sua attività di business, puntando al rilancio della joint venture con Siemens.
Tali riduzioni si aggiungono al taglio di 4.000 posti di lavoro annunciato in aprile, soprattutto in ricerca e sviluppo.
«Sembra che ci sia un deficit di volumi rispetto a quello che l’azienda prevedeva la scorsa primavera e ora hanno bisogno di adeguare la produzione per soddisfare bassi livelli di domanda» ha detto Michael Schroeder, analista di FIM Bank, con sede a Helsinki.