Proteste e scontri in Nigeria: perché e cosa sta succedendo

Cosa sta accadendo in Nigeria e perché i cittadini stanno manifestando contro la polizia? In quasi tutto il Paese sono stati registrati dei disordini, rimostranze anche in Italia.

Proteste e scontri in Nigeria: perché e cosa sta succedendo

Da diversi giorni in Nigeria si stanno perpetuando manifestazioni e episodi di violenza, portati avanti da un gruppo di giovani dimostranti che protestano contro i soprusi attuati dalla polizia, ed in particolare dalla SARS, la Squadra Speciale Anti Rapina, sciolta in seguito alle manifestazioni.

I dimostranti accusano la squadra di poliziotti, nata nel 1984 durante il regime militare, di estorsioni, torture e persino omicidi. Secondo quanto riportato da delle fonti di Amnesty International, dall’inizio delle proteste sarebbero morte almeno 15 persone, tra cui due poliziotti.

Nigeria: proteste contro la polizia

In Nigeria le proteste contro la polizia stanno continuando in tutto il Paese e le rimostranze ormai si sono diffuse in moltissime città dell’unione federale, anche se i maggiori episodi di violenza si sono registrati a Lagos, la capitale economica della Nigeria, ormai bloccata e piegata da una folla di persone che ha invaso tutte le principali strade e bloccato l’aeroporto della città.

A Benin City, la capitale dello Stato di Edo, in cui si registra un tasso di criminalità alle stelle, manifestanti e gruppi di giovani si sono scontrati tra di loro armati di bastoni e armi da fuoco, accusandosi a vicenda di essere pagati da responsabili politici locali. Per cercare di limitare gli scontri e gli episodi di violenza le autorità sono state costrette ad introdurre un coprifuoco della durata di 24 ore.

Ad Abuju, la capitale federale è stata schierato l’esercito per placare l’attività di “elementi sovversivi e piantagrane”, che stanno utilizzando le proteste per aumentare i disordini nella città. Anche nella sede della Banca Centrale del paese sono stati registrati scontri tra gruppi armati e manifestanti. La polizia della Nigeria ha fatto sapere tramite il proprio profilo Twitter che i manifestati si sono impossessati delle armi ed hanno liberato alcuni sospettati, messi in stato di fermo, ed hanno dato fuoco a diverse strutture. Da un video diffuso online pare che sia stata divelta anche la recinzione del carcere nello stato di Edo.

Le proteste in Italia

Le proteste sono arrivate anche in Italia, alcuni ittivisti del movimento “Black Italians” si è ritrovato davanti l’ambasciata della Nigeria a Roma, nel quartiere Prati, per manifestare il proprio supporto ai cittadini dello Stato africano. Un gruppo degli attivisti è stato accolto anche nella sede diplomatica.

Anche dal mondo del calcio e dello spettacolo arrivano dei messaggi di sostegno: l’attaccante del Napoli, Victor Osimhen, nel corso della scorsa partita con l’Atalanta, dopo aver segnato il primo goal, ha mostrato una scritta sulla sua maglia che recitava “End police brutality in Nigeria”. L’attaccante del Crotone Nwanko Simy ha invece postato sul suo profilo Instagram una foto accompagnata dalla didascalia: “Ai nostri eroi...il cambiamento sta per arrivare”.

Nello scenario internazionale invece, i cittadini della Nigeria hanno potuto contare anche sul supporto di diverse celebrità, tra cui il fondatore di Twitter Jack Dorsey, il rapper americano Kanie West, ed altri calciatori come i Mesut Ozil e Marcus Rashford.

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