Telecom: corsa all’arbitraggio sulla conversione delle azioni. Niel aumenta la tensione

Livio Spadaro

6 Novembre 2015 - 12:01

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La conversione delle azioni di Telecom Italia deliberata ieri ha fatto scattare la corsa all’arbitraggio sui titoli. Intanto, la scalata di Niel crea tensioni nei vertici Telecom.

Il Cda di Telecom Italia passa al contrattacco sulla possibile scalata dei francesi nella società. Infatti, recentemente, l’imprenditore francese Xavier Niel è salito a poco più del 15% nel capitale della società di telecomunicazioni italiana, affiancando la già forte presenza francese nel capitale rappresentata da Vivendi che detiene una quota del 20%.

Telecom: è corsa all’arbitraggio

Nella giornata di ieri il Cda di Telecom Italia (a sorpresa) ha deliberato la conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie diluendo in questo modo il flottante. Nel particolare, verrà data facoltà ai detentori delle azioni di risparmio di poter convertire le azioni di risparmio con quelle ordinarie per un rapporto di 1 a 1.

La scalata di Niel crea tensioni al vertice

Chi potrebbe storcere il naso in questa storia sono Vivendi e Niel che vedrebbero scendere le loro quote nel capitale societario. Vivendi scenderebbe al 14% mentre Niel, se previste clausole di conversione sulle opzioni in questi casi, potrebbe scendere all’8%.

Bisognerà vedere cosa faranno nelle assemblee i due soci francesi, considerando che l’operazione sembra fatta ad hoc per ostacolare una possibile scalata dei francesi.

Inoltre, rumors vogliono che l’ad Patuano sia stato preso alla sprovvista da un’operazione che era programmata da mesi ma che non è stata inserita all’ordine del giorno di ieri.

Alla fine l’operazione è stata votata all’unanimità, così come è passata la richiesta dell’ad di far passare OpenAccess (la rete d’accesso) dalla divisione Operations a quella del Wholesale, togliendo di fatto potere all’attività del capo della rete Opilio che è poco convinto di collaborare con Metroweb per lo sviluppo della banda larga.

Sembra che quindi la scalata di Niel abbia creato scontri al vertice oltre che tensioni, sarà interessante vedere come si muoveranno le assemblee dei soci in merito a questa operazione di conversione.

Telecom Italia: la conversione nel dettaglio, opportunità di arbitraggio

Nel periodo di conversione facoltativa delle azioni di risparmio, ai possessori delle stesse verrà data la possibilità di convertire ogni azione di risparmio ad un prezzo di 9,5€ centesimi, inferiore ai precedenti 21€ centesimi ipotizzati in precedenza, in modo da sollecitare la conversione delle azioni.

Quando verrà conclusa l’operazione di conversione facoltativa, inizierà quella obbligatoria nella quale ogni azione di risparmio verrà convertita con 0,87 azioni ordinarie.

L’operazione di conversione obbligatoria è soggetta all’approvazione dell’assemblea speciale dei soci risparmiatori. Sarà previsto, per chi non vorrà aderire alla conversione obbligatoria, un diritto di recesso che se esercitato garantirà al possessore dell’azione di risparmio una liquidazione per ogni azione pari a 0,9241€.

La conversione obbligatoria è subordinata alla situazione in cui la liquidazione per eccesso non superi il valore di 100€ milioni.

Le assemblee dei soci sono fissate per il 15 Dicembre per gli azionisti ordinari e per il 17 Dicembre per quelli di risparmio.

Telecom, con questa operazione, potrebbe sgravarsi dell’onere di pagare 166€ milioni di dividendi 2014 agli azionisti risparmiatori. Inoltre, si stima che l’operazione avrà un impatto positivo sulla posizione finanziaria netta di 572€ milioni.

Mediobanca ed Equita hanno valutato positivamente l’operazione perché permette, oltre che un impatto monetario positivo, creerebbe uno snellimento della struttura corporate che aumenterebbe il consolidamento sovranazionale e creerebbe un valore di quasi 3€ miliardi. Mediobanca dà rating outperform con target 1,51€, Equita rating buy con target 1,3€.

Stamattina è corsa all’arbitraggio tra le azioni di risparmio e quelle ordinarie con le azioni di risparmio che guadagnano il 5,41% a quota 1,033, mentre le ordinarie scendono dell’1,26% 1,178. Questo perché chi eserciterà la conversione facoltativa, verrà remunerato con un azione ordinaria di valore superiore alla conversione infatti: 1,033+0,095 = 1,128 che è inferiore al prezzo dell’azione ordinaria, anche se i prezzi delle diverse azioni stanno convergendo.

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