MOODY’S - Dopo Standard and Poor’s, la scure di Moody’s. L’agenzia di rating americana, boccia l’Italia e taglia il rating sul debito sovrano del Bel Paese ad A2 da AA2, mantenendo l’outlook negativo che «riflette i rischi economici e finanziari che continuano in Italia e nell’Eurozona». Il downgrade di Moody’s giunge a poco meno di un mese dalla decisione di prorogare il periodo della revisione, motivato dalla necessità di dover disporre di più tempo per valutare la situazione dei conti pubblici e della politica in Italia. Il livello A2 è cinque gradini al di sopra della soglia dei «junk bonds», le obbligazioni spazzatura ad alto rischio e rendimento.
’’La fragilità dei mercati che pesa ancora sull’area euro, con alti livelli di debito, per l’Italia implica concretamente crescenti costi di finanziamento e rischi nel reperimento dei fondi«.»Per quanto le politiche che saranno adottate nell’area euro - prosegue Moody’s - possano ridurre le preoccupazioni degli investitori e stabilizzare i mercati, anche l’opposto e’ altamente possibile".
Rischio per il reperimento di fondi sui mercati del debito a lungo termine, crescita debole e «incertezze politiche», sono i fattori che hanno motivato la decisione di Moody’s. Per l’agenzia di rating «il rischio di default dell’Italia è remoto», nonostante «la vulnerabilità di questo paese è aumentata». Per Moody’s persistono «debolezze strutturali» e ostacoli alla crescita «che non possono essere rimossi velocemente», e che inevitabilmente condizioneranno l’ economia dell’Italia.
Il rating dell’Italia, avverte Moody’s, «potrebbe scivolare verso livelli sostanzialmente inferiori» se nel lungo termine permanesse incertezza sulla disponibilità di fonti esterne di sostegno alla liquidità.