Lavoro, questo sconosciuto: almeno per gli italiani. Quali sono le opportunità per i giovani in questo travagliato e controverso mondo del lavoro? Come possono i giovani italiani costruire una propria carriera dopo gli studi? Andiamo a vedere un po’ di numeri e cifre, considerando che la crisi economica, ma anche una certa mentalità, ha devastato una delle fasce più potenzialmente proficue per rilanciare l’Italia.
Lavorano più diplomati che laureati
Per i diplomati è molto più semplice trovare lavoro. Statistiche del 2011, infatti, dichiarano che il tasso di occupazione dei diplomati, compresi nella fascia d’età tra i 24 e i 35 anni, segnava il 69,5% a fronte degli occupati laureati, compresi nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni, che rappresentavano il 66,9%. Numeri e percentuali, questi, che rappresentano una vera e propria disfatta del sistema formativo italiano e non solo: anche la politica, infatti, ha le sue colpe nel non affrontare adeguatamente tale problematica.
Le conseguenze della crisi economica
Le colpe, naturalmente, sono da addurre anche alla crisi economica, che piega i giovani italiani, allunga le prospettive di lavoro per gli over 55 e costringe le famiglie a fare enormi sforzi per pagare il mutuo. Naturalmente la crisi economica pesa in maniera notevole anche sulle prospettive professionali per i giovani. A quanto riporta Bankitalia, alla fine di giugno 2012, «le opportunità di lavoro per le fasce di età più giovani continuano a deteriorarsi in tutte le regioni». La situazione è decisamente più critica nel Mezzogiorno: qui «il tasso di disoccupazione delle persone con meno di 30 anni è oltre il doppio di quello complessivo»; al Centro la quota di occupati 2011 cala di quasi 2 punti percentuali, mentre avanzano (soprattutto al Nord) gli occupati compresi nella fascia d’età tra i 55 e i 64 anni.
Gli italiani rifiutano le proposte più umili
Eppure in Italia c’è anche un problema di mentalità: in Italia, infatti, ci sarebbero ben 180.000 opportunità di lavoro che i giovani italiani non colgono: questi ultimi avrebbero problemi a fare i falegnami, gli idraulici, gli elettricisti, i sarti, i muratori e a ricoprire altre mansioni professionali che rientrerebbero nella fascia medio-bassa della gerarchia sociale, anche a causa di modeste retribuzioni. Delle professioni più ricercate in Italia ce ne occuperemo presto in un approfondimento a parte, ma è significativo quanto i lavori più umili siano ricoperti da extracomunitari, che rappresentano una delle più importanti percentuali della forza lavoro italiana, piuttosto che dagli italiani, che, in questo, sono diventati più «snob».
La Srl agevolata e i ritardi burocratici
Un altro problema di mentalità sta nella burocrazia: è probabilmente a causa di questa che la possibilità di costituire una società a responsabilità limitata in maniera agevolata per gli under 35 sta subendo dei ritardi, tanto che nessuna ancora ha potuto usufruire della Srl agevolata, una delle novità presenti nel decreto «Cresci Italia».
Si può infatti costituire una società a responsabilità limitata agevolata senza pagare il notaio, i diritti di segreteria e bollo e con un capitale minimo che può partire da 1 euro, agevolazione recentemente estesa anche agli over 35 (l’unica differenza con gli under 35, è che per i primi c’è la possibilità da parte dei senior di nominare amministratori che possono anche non essere soci). Peccato però che vi siano anche ritardi burocratici e incertezze che rallentano una delle manovre più coraggiose e utili per incentivare i giovani a spingere il piede sull’acceleratore del lavoro.
Tasso di disoccupazione record
Intanto gli ultimi dati (luglio 2012) sulla disoccupazione sono sempre più preoccupanti, arrivando a stabilire un nuovo record. Il tasso di disoccupazione in Italia è infatti arrivato complessivamente al 10,8%, mentre quello giovanile arriva al 34,3%. Nel complesso sono 2.792.000 i disoccupati italiani, il 2,7% in più rispetto al mese di maggio, mentre per quanto riguarda i giovani compresi nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni, sarebbero in 608.000 a cercare un lavoro.
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